Principato di Monaco, l’attrattiva e la transizione digitale hanno un unico rappresentante: Frédéric Genta

E’ stato ufficializzato nel corso di un appuntamento organizzato nel salone della Residenza del Ministro di Stato del Principato di Monaco, il nuovo incarico affidato a Frédéric Genta che, come Delegato interministeriale, non si occuperà solo della transizione digitale di questa città-Stato ma anche dell’attrattiva dello stesso

Monaco come Dubai o Singapore? Se non uguale almeno simile, per qualche verso, visto che per rendere la digitalizzazione una delle colonne portanti dell’attrattività di questo paese sono stati scelte queste due città, mica San Marino o Lussemburgo. Del resto per attirare ed accontentare residenti, investitori, turisti e lavoratori pendolari forse è meglio puntare più lontano, creando una strategia mirata e facendo appello ai nuovi parametri imposti con la pandemia della Covid. E’ evidente, inoltre, che la strada da percorrere è lastricata da mille tasselli, tanti quanti sono i valori e gli elementi che farebbero del Principato di Monaco un luogo desiderabile dove abitare e, soprattutto investire e lavorare. Per questa ragione, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro di Stato Pierre Dartout se da un lato formalizzare il ruolo di Genta – che non avrebbe un vero e proprio costo finanziario a carico dello Stato, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro -, dall’altro lato rimette in gioco le dinamiche che possano rendere appetibile Monaco da tutti i punti di vista. Ecco quindi la necessità di una figura in grado di dialogare, federare e confrontarsi con altri organismi dell’amministrazione, ma anche di mediare con esperti chiamati in causa sia nel Principato che al di fuori, per accelerare il processo di modernizzazione di Monaco.

A contribuire alla missione sono chiamati in causa anche i membri che fanno parte, per statuto o per formazione, del Consiglio Strategico dell’attrattività (CSA) entità creata nel maggio del 2011 con lo scopo di – come recita l’articolo 3 del suo statuto – contribuire “alla riflessione sulle questioni legate allo sviluppo economico del Principato e alle previsioni” per “elaborare documenti di politica generale che contengono, in particolare, tutte le proposte o suggerimenti riguardanti l’attrattività dell’economia monegasca, l’aumento delle entrate dello Stato, il controllo della spesa pubblica e i loro orientamenti strategici”. Tutto questo, ora, farà capo a Frédéric Genta, appunto, che come Delegato interministeriale incaricato sia della trasformazione digitale di Monaco che dell’attrattività ha accettato questo nuovo incarico. In quest’ottica la strategia globale da mettere in campo è fondamentale per valorizzare l’immagine monegasca che dall’estero si percepisce: “Sono davvero onorato di questa missione” ha detto Genta che, ha aggiunto: “Federare e coordinare tutte le attività richiede una concertazione programmata tra la pubblica amministrazione ed i privati. Monaco può offrire molto, e valorizzarne gli elementi distintivi non può fare altro che creare un valore aggiunto che va correttamente gestito”. In vista della prossima riunione del CSA, attesa il 23 maggio, il Ministro Dartout e Genta lavoreranno fianco a fianco per stilare una serie di proposte da sottoporre ai membri del Comitato, sia sul piano finanziario, che economico e commerciale. Il tutto senza dimenticare che gli strumenti utilizzati nella digitalizzazione del Principato giocano un ruolo fondamentale per i quasi 39 mila residenti, i 45 pendolari francesi e 10 mila italiani, ha detto Dartout: “Bisogna agire rapidamente ma senza precipitarsi”, ha aggiunto alla fine, mentre svelando le prime azioni, tipo come configurare gli spin off delle startup (in diritto commerciale del Principato di Monaco non lo contempla ancora); oppure utilizzare meglio i rappresentante diplomatici per promozionare meglio gli atout del regno dei Grimaldi sono evidentemente tra i primi temi da trattare. Per Genta, parlando del suo percorso come delegato interministeriale per la transazione digitale “aver contribuito a creare le infrastrutture per la trasformazione digitale del Paese è una garanzia di successo per i progetti a venire. Partendo infatti dai bisogni” ha affermato “significa trovare soluzioni a problemi già affrontati da altri paesi”. E, tra questi, in merito alla qualità della vita, citiamo anche la mobilità con vetture a carburante fossile – che non rima con la tutela ambientale – e la penuria dell’offerta di appartamenti da destinare ai pendolari per evitare l’utilizzo delle vetture sono tra i temi allo studio per creare, in futuro, un’unica offerta su cui valga la pena investire, dove attrattività e sviluppo sostenibile hanno un unico denominatore comune: Monaco

QE-MAGAZINE #4 2022

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