Non più turismo di massa: l’indagine dell’IMSEE conferma la strategia vincente del Principato di Monaco

Osservando il via vai dei turisti del weekend e dei passeggeri delle navi da crociera si potrebbe pensare che Monaco viva soprattutto di visite “mordi e fuggi”. Ma l’apparenza, questa volta, inganna. L’ultima indagine dell’IMSEE – acronimo di Institut Monégasque de la Statistique et des Études Économiques, ovvero l’Istituto Monegasco di Statistica e Studi Economici -dimostra che il vero motore dell’economia turistica è un altro

Chi passeggia lungo Port Hercule in una domenica d’estate, oppure attraversa Piazza del Casino quando arrivano le navi da crociera, ha l’impressione di trovarsi davanti a un turismo fatto soprattutto di visite veloci. Migliaia di persone arrivano, fotografano il Palazzo del Principe, percorrono le vie del centro, si concedono una sosta nei caffè e poi ripartono nel giro di poche ore. È un’immagine che sembra raccontare il turismo del Principato. Ma è soltanto una parte della storia. Per capire cosa rappresenti davvero il turismo per Monaco bisogna guardare oltre ciò che appare. Ed è proprio questo che hanno fatto l’IMSEE e la Direzione del Turismo e dei Congressi di Monaco , intervistando oltre 17.000 visitatori nell’arco di un anno. Non per contare semplicemente quante persone arrivano nel Principato, ma per capire chi sono, quanto restano e, soprattutto, quale contributo lasciano all’economia monegasca. Il risultato è sorprendente. Nel 2025 Monaco ha registrato quasi 6,7 milioni di visite, un dato che conferma ancora una volta il fascino internazionale della destinazione. Ma dietro questa cifra si nasconde un equilibrio molto diverso da quello che si potrebbe immaginare. Oltre nove visitatori su dieci sono escursionisti: arrivano in giornata e dormono altrove. I turisti che scelgono invece di trascorrere almeno una notte nel Principato rappresentano appena il 7,5% del totale. Eppure sono proprio loro a fare la differenza. L’indagine dimostra infatti che questa piccola percentuale di visitatori genera da sola oltre il 61% delle ricadute economiche dell’intero comparto turistico. Un dato che cambia completamente prospettiva e che conferma la strategia perseguita da Monaco negli ultimi anni. La differenza sta nella qualità della permanenza. Chi arriva soltanto per qualche ora visita la città, consuma qualcosa e riparte. Chi invece soggiorna vive il Principato in modo diverso: sceglie un hotel, cena nei ristoranti, frequenta le boutique, utilizza i servizi, partecipa agli eventi. È un turismo che produce valore ben oltre la semplice presenza. I numeri lo confermano. Un escursionista spende mediamente 76 euro al giorno. Un turista che pernotta arriva invece a una spesa quotidiana di 348 euro e, considerando l’intero soggiorno, lascia sul territorio circa 1.670 euro. Non sorprende quindi che, alla fine dell’anno, il turismo abbia generato quasi 1,4 miliardi di euro di spese dirette, una cifra che rappresenta il 6,8% del fatturato complessivo dell’economia monegasca, escludendo il settore finanziario e assicurativo. Lo studio offre anche uno spaccato interessante sull’identità dei visitatori. La Francia resta il principale bacino di prossimità, mentre tra chi soggiorna in albergo cresce il peso della clientela internazionale, con il 42% dei turisti proveniente da Paesi extra Unione Europea. Tra questi, i visitatori del Medio Oriente si distinguono per la capacità di spesa più elevata, superiore ai mille euro al giorno per persona. Più che una semplice raccolta di statistiche, quella pubblicata dall’ IMSEE rappresenta quindi una verifica della politica turistica perseguita dal Principato. Monaco non cerca di riempire le proprie strade con un numero sempre maggiore di visitatori. Punta piuttosto ad attrarre persone che scelgano di fermarsi, vivere la destinazione e contribuire in maniera significativa alla sua economia. È la conferma, numeri alla mano, che per il Principato il futuro del turismo non si misura nella quantità delle presenze, ma nella qualità dell’esperienza che riesce a offrire. E, a giudicare dai risultati dell’indagine, questa scelta sta già dando i suoi frutti.

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