Monaco Incontra Torino e dintorni: vi presentiamo (di nuovo) il Maestro Marcello Peola

Fin dall’inizio di questa avventura editoriale abbiamo privilegiato e consacrato una parte dello periodico sfogliabile cartaceo e poi digitale QE-MAGAZINE a personaggi torinesi o eventi particolari che con il Principato di Monaco hanno un legame particolare, raggruppati tutti nella rubrica MOiTO. In questa ultima settimana di agosto abbiamo deciso di riprendere e pubblicari alcuni articoli (otto per la precisione) per una lettura più agevole e facile da leggere e da apprezzare anche con i device portatili di cui non ci separiamo mai. Iniziamo dunque oggi con la prima intervista al Maestro Marcello Peola firmata dalla nostra Silvia Giordanino.

Era un lontano aprile del 1994. A Lione, l’Istituto culturale italiano aprì le porte del suo Grand Salon per presentare al pubblico “LES GRAVURES FANTASTIQUES”, 24 tavole tematiche in bianco e nero, dai nitidi tratti tracciati dal pennino intinto nella china nera che, con le 22 immagini degli Arcani Maggiori ed i 12 dei segni zodiacali, formavano la prestigiosa collezione firmata dall’artista Marcello Peola. L’iniziativa, ritornava sulle terre occitane francesi dopo il successo riscosso nel ’92 a Sanremo e proseguita fino alla conclusione dell’itinerario, avvenuto a Trento, nel 1997. Durante le varie tappe, il miniaturista e pittore piemontese ha raggiunto l’invidiabile primato di essere stato l’unico italiano invitato ad esporre le sue opere presso la ‘Maison de Nostradamus’, a Salone de Provence. La ragione? Semplice, il Maestro Marcello Peola è considerato e riconosciuto come uno dei più autorevoli studiosi di Nostradamus. 

Maestro Paola come è riuscito a diventare uno dei più grandi esperti di Nostradamus? “Tutto parte tanti anni fa, tramite un incontro tanto fortuito quanto fortunato con un bibliotecario ebreo dal quale ero stimato come artista di talento. Questo ‘santo’ uomo era venuto a visitare una mia mostra e quella stessa sera mi condusse in visita privata dal professor Capieau, all’epoca presidente della società francese di Aix en Provence. Quest’ultimo, a sua volta, mi presentò un almanacco del 1565, ultimo redatto in provenzale e di suo pugno da Michel de Notredame, più noto come Nostradamus (1503-1566). Da quel momento ho iniziato ad interpretarne gli scritti fino a carpirne l’essenza nelle mie opere”E’ dunque da questo almanacco che nascono gli studi e le successive incisioni dei segni zodiacali ispirati all’opera di questo Maestro? “Proprio così, io sono stato condotto a trascrivere fedelmente i testi in provenzale ed i conseguenti segni dei vaticini zodiacali. Quando finii di realizzare l’opera la portai al mio amico bibliotecario, il quale mi aveva stimolato ad illustrare  le premonizioni, convinto che il mio talento fosse, se non l’unico, uno dei pochi adeguati a riportare il pensiero del famoso Veggente. Purtroppo il caro amico era mancato. Sono certo però che abbia visto i miei lavori in qualche modo e forse anche meglio rispetto ad una semplice vista umana, ormai nella Pace del suo spirito. Da allora le mie Gravures sono state esposte in moltissime mostre personali sia in Francia che altrove riscuotendo sempre grandi consensi. Con grande onore sono state esposte anche nel Museo-Casa di Nostradamus a Salon de Provence grazie alla direttrice Madame Jacqueline Allemand, squisita nei modi e illuminata nella cultura”.

Che tipo di mente aveva Nostradamus per riuscire ad essere un veggente riconosciuto in tutto il mondo? “Faccio mie, a questo proposito, le parole della studiosa Dita Artz Wegman: una mente come quella di Nostradamus è destinata ad essere irrequieta e costantemente portata a mettere in discussione e a investigare questioni sia elevate sia comuni. Egli pensava ad aspetti cui gli altri, o almeno la maggior parte di loro, non osavano pensare, anche se sarebbero stati capaci di farlo. Nostradamus andò così lontano da cercare la vera forza motivante dell’universo stesso. Assorbendo gran parte delle dottrine metafisica relative alla corrispondenza tra l’alto e il basso che godevano di seguito nella sua cultura e in quelle vicine, egli rinvenne quella che riteneva fosse una Legge Universale negli schemi che si ripetevano esattamente rivelati dal suo studio delle stelle e dei pianeti. Gli studiosi dicono che fece un sistema matematico per calcolare i movimenti dei pianeti e lo usò nel suo lavoro successivo che consisteva nel prevedere gli eventi terreni e nel collocarli con esattezza nel tempo. E’ questo sistema che lo rende così straordinario rispetto ai suoi predecessori nel prevedere il futuro. Egli considerava le leggi che governano tal questione come una manifestazione del Potere della Saggezza del Creatore”.

Quale era per Nostradamus l’influenza dell’astronomia e dell’astrologia sugli eventi? “Parlo della teoria più accreditata: per lui era essenziale che le radiazione dei pianeti mantenessero l’ordine e l’equilibrio non solo degli affari umani, ma anche della vita intera, in quanto differenti aspetti dello stesso Potere Supremo. Esse non soltanto provvedevano al sostentamento di tutte le specie viventi ( piante, animali e noi compresi in quanto esseri umani), ma ne influenzavano anche l’esistenza. Le conquiste di Nostradamus nei campi dell’astronomia e dell’astrologia sono, forse, riconosciute oggi più che mai come prova di una saggezza e di un’ispirazione degne di essere chiamate “divine”. Egli ebbe grandi intuizioni relative alla natura interconnessa del rapporto tra le scoperte materiali dell’uomo e le leggi del mondo al di là della materia; comprese che lo stesso mondo della materia dipende da ciò che va al di là dello spazio e del tempo ed è quindi esso stesso una manifestazione della Verità. Il suo approccio alla verità filosofica relativa all’interpretazione dei sogni, per esempio, era lo stesso usato dai saggi delle antiche civiltà dell’Egitto e della Siria che studiavano esclusivamente i corpi celesti ottenendo informazioni e guida; nel contempo però Nostradamus andava anche al di là di quelli antichi metodi. Vennero usate le stesse consolidate fondamenta di conoscenza su cui i Greci e i Romani continuavano a costruire e di cui possono essere trovati dei documenti sotto forma di manufatti nel British Museum di Londra”. Come Marcello Peola definirebbe Marcello Paola “Come un umile pescatore di stelle che a sua volta è stato pescato. Il confine tra il mio animo e le stelle in certi momenti è inesistente. Probabilmente è proprio questo il motivo che mi ha permesso di tradurre in immagine parte del sapere di Nostradamus sempre secondo il disegno del Padre nostro che è nei cieli. Cito una frase riferita e sé stesso di questo grande personaggio: “ i messaggi che egli è ispirato a ricevere per mezzo della Luce Radiosa sono una rivelazione della Volontà di Dio e rappresentano la Voce di Dio così come l’uomo può sentirla”. Questa è la spiegazione che lo stesso Nostradamus diede delle sue profezie e la Purezza è il solo modo di raccogliere i suoi messaggi”.

QE MAGAZINE 2020 #25

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