Incontri: l’ing. Anfredo Zanellato ci racconta che…

Come vi abbiamo raccontato nel numero #20 di QE-MAGAZINE , il Gran Premio di Monte Carlo 2020 ha visto lo scorso 24 maggio un solo pilota, il monegasco Charles Leclerc, percorrere in solitario il circuito cittadino che di solito ospita la l’appuntamento di Formula 1 a bordo di un bolide, una Ferrari ibrida (SF90 Stradale). Con lui, per un breve tratto, c’era anche il Sovrano, il Principe Alberto II di Monaco, perché tra i protagonisti assoluti di un cortometraggio-spot girato per l’occasione da Claude Lelouch. Se noi ci siamo divertiti a girare un video che potete vedere cliccando qui, abbiamo lasciato la nostra Silvia Giordanino incontrare Alfredo Zanellato, ingegnere, grande creativo ed artista a tutto tondo fin da giovanissimo, che con il Principato di Monaco ha qualcosa in comune.

Il suo nome è legato alla storica 1968 Gamine a Monte Carlo, carrozzeria Vignale e, quindi, al cosiddetto ” automobilismo d’autore”. Alfredo Zanellato la nostra intervista incomincia proprio dalla particolare corsa dell’ultimo Gran Premio. Se potesse girare un film come Lelouch, chi sarebbero i suoi attori? “Occorre premettere che la Formula 1 è un universo a sé, il mondo delle gare su pista e delle ruote scoperte. Noi abbiamo sempre corso con le nostre granturismo solo nelle gare su strada. Non avremmo quindi mai avuto a che fare con il GP di Monaco se non fosse che dal 1951 al 1955 in quel circuito non ci furono gare di Formula 1, e che nel 1952 si disputò un Gran Premio per Gran Turismo…ecco il soggetto storico del mio film! Dei tre favolosi fratelli Marzotto, noti gentlemen-drivers, erano presenti Giannino e Vittorio, il primo su una Ferrari 340 che, purtroppo, ruppe la pompa dell’acqua prima della partenza, e il secondo su Ferrari 225 S spider carrozzata Vignale. Alla fine su tutti s’impose Vittorio Marzotto e fu la prima vittoria della Ferrari a Montecarlo. Al secondo e terzo posto si classificarono Eugenio Castellotti e Clemente Biondetti, anch’essi su Ferrari 225 S. Mentre Marzotto correva per la scuderia di famiglia, questi due correvano per la scuderia Guastalla di Milano che, guarda caso, fu la prima che nel 1950 fece carrozzare una Ferrari da Vignale e che di conseguenza diede il via ad una delle collaborazioni più vincenti di quel periodo: motori Ferrari e carrozzerie Vignale”.

Ha citato la carrozzeria Vignale di Torino: come possiamo descriverla? “E’ stata una delle più belle realtà nate da quella fucina di talenti che sono stati gli Stabilimenti Farina. In quella azienda si sono formati, per intraprendere poi un proprio percorso, Mario Felice Boano, Battista Farina (che sarà poi Pininfarina), Pietro Frua, Franco Martinengo, Giovanni Michelotti e Alfredo Vignale. Alfredo Vignale era ancora il capo dei battilastra di questa azienda quando nel 1946, a 33 anni, realizzò la Cisitalia Aerodinamica per Piero Dusio il quale rimase colpito dalla sua abilità e lo incita a mettersi in proprio. La Carrozzeria Alfredo Vignale, nata il 26 ottobre 1946, si affermò per i primi tempi tra alterne fortune, finché nel 1950 una scuderia di Milano gli affidò il telaio di una Ferrari 166 Inter. Fu un immediato successo che arrivò anche all’orecchio di Enzo Ferrari e da quel contatto ebbero origine quattro anni di collaborazione intensa e vincente. Fu proprio carrozzando le Ferrari che Vignale si costruì una fama internazionale dimostrando la sua abilità di battilastra poiché queste vetture erano tutte realizzate a mano e in esemplare unico. Nella storia della Vignale spiccano anche le collaborazioni con la Lancia e la Maserati. Per la prima, dopo aver realizzato alcuni esemplari unici su Aurelia, dei veri capolavori, produsse in serie due particolari modelli, l’Appia convertibile e la Flavia convertibile tra il 1956 1 il 1967. Per la Maserati realizzò in serie la 3500GT spider, la Sebring coupé, la Mexico e la Indy. Ovviamente si è parlato soltanto delle principali collaborazioni perché Vignale, in soli 23 anni di attività, lavorò per 31 case automobilistiche diverse, anche americane, realizzando più di 350 modelli, quasi 16 prototipi diversi ogni anno. Potete ammirare le auto più importanti nelle foto qui illustrate!”

Ancora una domanda, Ingegnere: la storica carrozzeria viene fondata e fatta crescere dall’importante figura di suo zio Alfredo Vignale. Condivida con noi il suo ricordo. “Ho cercato di illustrare al meglio la figura di mio zio ne “VIGNALE – Ferreri and the others” , un libro da leggere. Un forte carattere che poteva sembrare brutto ma era estremamente sensibile e si commuoveva facilmente. Era comunque un leader, riconosciuto tale da tutti quelli che lo circondavano e spesso lo adulavano. Mandò ‘a quel paese’ Enzo Ferrari quando tardò troppo a pagargli un lavoro. Non amava perdere, sia nel lavoro che nel gioco. Non aveva istruzione ma aveva intelligenza e intuizione. Gli mancava però la malizia e la furbizia dell’uomo d’affari. Era un artigiano ma non un industriale.
Finché per raggiungere il successo sono bastate l’abilità e il lavoro lui è stato un vincente. Ha dovuto arrendersi soltanto quanto questa sue doti non sono più state sufficienti in un mercato repentinamente cambiato e dove sarebbero occorse altre doti come la scaltrezza e la strategia. Per me era più che mio padre, era il mio riferimento e il mio idolo”.

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