Incontri a Monaco: Roberta Ficacci Zampino

Nel famoso libro Il codice dell’anima di James Hillman, l’autore spiega di quanto sia praticamente impossibile frenare la crescita di quel “quid “ che alcune persone portano dentro di sé. Lo paragona ad una ghianda incapace di fermare la propria crescita e destinata a diventare una quercia. Se questa evoluzione viene fermata, la persona, gravida di quell’albero, ne avrà sofferenza e priverà il mondo di qualcosa di potenzialmente grande. Questa citazione di Hillman è perfettamente calzante per la protagonista del nostro appuntamento Incontri: la dottoressa e ricercatrice Roberta Ficacci Zampino che, da residente monegasca, lavora come wellness coach per proseguire il lavoro del marito ed offrire nuove speranze a chi soffre di disturbi di varia natura. La sua è una vita ricca ed appagante, come la sua storia, il grande amore e la sua grande passione. Conosciamola meglio attraverso sia riproponendo l’intervista esclusiva realizzata da Silvia Giordanino e pubblicata nel nostro QE-MAGAZINE #28 che rispondendo alle nostre domande sul Covid19

Il suo sogno? “Aiutare i miei simili a stare meglio”. Quale è la sua biografia e la sua formazione? “Nata nell’Italia degli anni ’50, trascorsi l’infanzia in Toscana, l’adolescenza in Piemonte e a Roma con la mia famiglia, molto sensibile ai valori della vita, i quali mi furono profondamente trasmessi. A Roma completai la mia formazione conseguendo la maturità classica per poi laurearmi in Lettere e Filosofia negli anni ’70 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi dedicai alla organizzazione di eventi culturali e anche all’insegnamento. Ho sempre coltivato, anche, uno spirito sportivo manifestando un profondo interesse per la natura, per lo studio dell’essere umano e delle sua capacità creative in ogni campo dello scibile, da quello scientifico a quello artistico. Il “motus” principale della mia vita è sempre stato quello di conoscere meglio l’individuo partendo dal principio socratico “ Conosci te stesso”. Ci regali una vena romantica: ci parli dell’incontro con colui il quale sarebbe diventato suo marito ed anche la sua guida. In una splendida serata estiva romana mi venne presentato Michele Zampino, medico, ricercatore, più grande me di circa 15 anni. Un incontro straordinario che mi diede un senso più profondo alla mia vita nel mio percorso formativo. Classico colpo di fulmine. Avevo incontrato l’amore, un compagno, un marito, il padre di nostro figlio Claudio. Un maestro e più tardi anche un collega. Avremmo condiviso 37 anni della nostra vita, prima che la morte ci separasse. Ma credo che il distacco sia stato solo materiale, in quanto il suo spirito e la sua energia continuano ad essere sempre molto presenti. Anni trascorsi insieme all’insegna di profondi ideali, avendo al centro l’interesse di come intervenire per meglio curare attraverso nuovi percorsi scientifici”.

In questo modo incontrò anche la Medicina…“Sì, per mezzo di un ‘uomo vero e un vero medico’ che mi fece appassionare al mondo della Medicina, e all’interesse per lo studio delle malattie, ma soprattutto all’osservazione attenta del malato, per contribuire a migliorare la qualità della vita e a gestire in modo appropriato i sintomi conseguenti alla patologia. Il percorso formativo per arrivare alla laurea in questa disciplina mi permisero di integrare la mia formazione filosofica, con la conoscenza di quella meravigliosa realtà che è lo studio del corpo umano. Mi rivolsi verso la visione di una medicina preventiva, a supporto dei protocolli terapeutici tradizionali, attenta a fornire gli strumenti di un benessere a tutto campo per contrastare le patologie sempre più frequenti, legate allo stress generato dai nuovi stili di vita ( come ad esempio la sindrome dell’intestino irritabile, la sindrome metabolica, il diabete, l’ipertensione, i dolori muscolo-scheletrici, etc…)”.

Assembramenti a Monaco, agosto 2020

Qual è la sua opinione in merito al Covid19? Sono d’accordo con quanto sostiene il Professor Alberto Montanari, Immunologo e Direttore Scientifico dell’Humanitas: il virus che provoca la malattia Covid 19 è ancora poco conosciuto nelle sue varianti genetiche (o mutazioni), e non si è mai fermato. Quindi sì alle mascherine nei luoghi ove ci siano assembramenti o più persone che possano interagire tra loro”. Non sembra però che siano tutti d’accordo su questi ultimi punti, però…“Ricordo che il diritto alla salute è un principio fondamentale della Costituzione degli Stati Moderni e avere un comportamento  responsabile per garantire se stessi e le persone con le quali interagiamo ( giovani, meno giovani, amici, parenti e sconosciuti) è fondamentale in questa emergenza. L’invito alla prudenza che dobbiamo mettere in atto deve essere accettato con serenità, anche se comporta un limite alla nostra libertà di espressione e di relazione”. E dal punto di vista medico, si può parlare di medicina preventiva anti-Covid19? “Come wellness coach, il mio consiglio è quello di non abbassare la guardia e di cercare di sostenere il Sistema Immunitario, vera sentinella di prima linea nella difesa del nostro organismo nei confronti di questa sfida. La maggior parte delle cellule immunitarie del nostro corpo si trovano nell’intestino, quindi l’efficienza di questo dipende in gran parte dalla nostra alimentazione”. Quindi cosa bisogna fare? “Certamente l’aspetto nutrizionale va personalizzato, ma un apporto alimentare variato ed equilibrato è la chiave di volta della sua efficienza. Ricordiamo che un eccesso di zuccheri nella dieta può favorire i fenomeni infiammatori e compromettere la  flora batterica del tratto gastrointestinale, la cui fondamentale importanza è ormai nota a tutti. Fenomeni di alterazione definiti “disbiosi” possono essere corretti con l’uso di Probiotici specifici per ogni tratto del sistema gastrointestinale. Quindi è molto importante supportare l’alimentazione con l’uso corretto di integratori alimentari che possano migliorare la risposta del  Sistema Immunitario. Oltre ai probiotici esistono integratori alimentari che possono potenziare le risposte del  sistema immunitario e tra questi ricordiamo la lattoferrina”.

LATTOFERRINA, struttura molecolare

Ci spieghi meglio…“Recentemente una ricerca italiana dell’Università di Tor Vergata e La Sapienza di Roma ha individuato nella proteina “lattoferrina” la capacità di contenere gli effetti del Covid 19. La lattoferrina è una proteina che fa parte dell’immunità naturale e anticorpale, viene trasmessa dalla madre ed ereditata durante l’allattamento al seno, studiata per le sue proprietà antivirali, e può essere assunta come integratore alimentare previa prescrizione. Agli inizi di aprile la somministrazione di questa proteina è stata testata presso il Policlinico dell’Università di Tor Vergata sia con pazienti Covid positivi che, all’esordio della malattia, presentavano sintomi gastrointestinali, tosse, cefalea e debolezza muscolare, che con pazienti Covid positivi asintomatici. Dopo 10 gg. dall’inizio della terapia si evidenziava una scomparsa della sintomatologia e dopo altri 10 gg si otteneva la negativizzazione del tampone. Gli studi effettuati presso i laboratori di Microbiologia dell’Università La Sapienza di Roma, diretti dalla Professoressa Piera Valenti, hanno dimostrato che la lattoferrina riesce a bloccare le fasi precoci dell’infezione da Sars Cov 2, ed è attiva anche quando la cellula è infetta. Gli studi sono ancora in fase di svolgimento ma le premesse sono molto incoraggianti, ma fin da ora potremmo dire che la somministrazione della lattoferrina può contribuire a potenziare il Sistema Immunitario, sfruttando la proprietà antivirale di questa proteina anche in prevenzione“. Senta, per concludere questa nostra chiacchierata può parlarci del suo brevetto?

Dispositivo endorale ( EPO n.2879630)

Tutto iniziò dall’ intuizione di mio marito. Quale medico, neurologo e stomatologo-odontoiatra decise di utilizzare la bocca, o meglio le vie nervose ad essa collegate, in modo da creare un autostimolo (mediante un’estensione dei muscoli facciali) per favorire l’attivazione di nuove connessioni nervose, potenziare quelle esistenti, per dare un supporto alla attività fisiologica dell’organismo, promuovendo anche una simmetria facciale. Basti ricordare l’importanza del meccanismo della suzione che accompagna in modo fisiologico le prime fasi della vita, nel suo sviluppo soprattutto neuro-cognitivo, e come spesso retaggi di tali azioni possano persistere ed essere considerati solo da un punto di vista negativo comportamentale . Dopo anni di studi, di sperimentazione, proseguiti con mio figlio, Claudio Zampino, biologo molecolare, sia sulla ricerca di base che clinica è stato realizzato un dispositivo endorale ( EPO n.2879630). Il dispositivo è basato sul principio del rilassamento dei muscoli della faccia e di quelli del tratto cervicale, mediante uno stretching prolungato (apertura protratta della bocca) per un certo lasso di tempo variabile a seconda del soggetto, con un’azione, quindi, anti-stress“.

QE MAGAZINE 2020 #25

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