Eccellenze italiane il 6 settembre a Baldissero d’Alba

Due dei protagonisti dell’evento organizzato a Baldissero d’Alba sono stati nostri ospiti sulle pagine del settimanale QE-MAGAZINE: parliamo del giornalista Fabrizio Salce e della soprano Michelle Ruata. Per voi in questo articolo ed in quello che troverete on line domani vi proponiamo nuovamente le loro interviste così da conoscerli meglio, soprattutto se ci sarete anche voi il 6 settembre a Baldissero d’Alba, a partire dalle 20h30, in Piazza Martiri.

La nostra Silvia Giordanino ha intervistato Fabrizio Slace nel numero #16 di QE-MAGAZINE, ben prima che il nostro fosse eletto il Miglior Giornalista Enogastronomico Italiano 2020. Ed il suo articolo iniziava così: dire che Fabrizio Salce è un predestinato è dire poco. Già a quattordici anni lavora per un programma radiofonico. Ha collaborato e collabora con numerose strutture televisive italiane e straniere di grande spessore. Dal 2003 al 2016 ha condotto e co-prodotto la trasmissione T.V. Agrisapori. La sua penna firma numerosi articoli su riviste relative ai cibi, al vino e all’agricoltura. Lavora per la trasmissione T.V. Eat Parade ( Raidue) e compare come ospite del programma Mi manda Raitre. Il suo estro non si limita alla televisione, ove tra l’altro ha anche trattato di Calcio per ben tre anni, anche come inviato nei vari ritiri delle squadre più prestigiose (Juve, Inter, Milan, eccetera) ma spazia in numerosi settori. Del programma Agrisapori ha condotto oltre 750 puntate, in gran parte anche andate in onda all’estero (Svizzera, Canada) e tradotte in lingua inglese, mentre per Rai Expo ha curato più di cinquanta servizi sulle eccellenze italiane destinate al pubblico cinese. Nel suo “carniere” compaiono il pellame, l’arte orafa, la pietra vulcanica, i caffè storici e le auto di Pininfarina. Innumerevoli suoi articoli per le riviste di settore, l’imprenditoria agricola, e i suoi servizi T.V. e radio. Inutile ricordare che Fabrizio Salce è una delle firme più conosciute nel comparto del giornalismo alimentare, come attestano i numerosi premi che gli sono stati assegnati. Siamo di fronte ad una vera e propria “eccellenza” italiana.

A noi di QE magazine piace presentarlo con Stephen King il quale nel ” On writing: autobiografia di uno scrittore” : rivela se volete fare gli scrittori dovete leggere molto e scrivere molto. Il personaggio che vi presentiamo scrive molto, sì, e scrive da dio. “Legge” cibi e vini, i quali parlano con lui tramite un codice segreto. Stiamo parlando, dunque, di Fabrizio Salce, noto giornalista italiano. Ha una scrittura fresca, spontanea, come chi, semplicemente, sta comunicando una appassionante e semplice verità. Dialoga con i grandi vini, ma anche con la pasta, basta che sia di qualità. Questa è infatti la conditio sine qua non per la quale la sua penna felice si attiva, altrimenti la sua ispirazione svanisce. Questa caratteristica lo rendono una certezza per chi lo legge e per i suoi committenti sia italiani che stranieri.

Fabrizio Salce, non possiamo non considerare il momento attuale e, quindi, la drammatica situazione causata dal Covid-19, sicuramente anche risentita a livello economico dal Made in Italy enogastronomico. “Credo ci siano mondi separati, c’è la grande distribuzione con i prodotti di sempre, i marchi della potente industria alimentare, i prodotti pubblicizzati e conosciuti dal pubblico, poi ci sono gli hard discount con i loro prodotti da prezzo, spesso di importazione e in entrambi i casi non penso che si possa parlare di crisi in quanto, virus o non virus, la gente mangia e acquista, anzi: forse proprio in questo periodo, costretti a casa con molto tempo libero, le dosi sono decisamente aumentate. Poi c’è il pianeta prodotti tipici, peggio ancora se di nicchia, quelle specialità che vengono vendute maggiormente ai ristoranti, ai piccoli negozi di paese, ai mercatini locali: tutte attività chiuse. Qui non è crisi, ma disastro per molti. Qualcuno si è attivato in modo intelligente, faccio l’esempio della Robiola di Roccaverano DOP, una piccola produzione piemontese di ottimo formaggio di capra. Il Consorzio di tutela ha optato per chiedere aiuto pubblicamente, lo ho ha fatto sapere alla stampa che è intervenuta con decisione. Il pubblico ha recepito e si sono formati gruppo d’acquisto spontanei da moltissime località. In un mese circa, da essere disperati e non sapere dove mettere il formaggio si è passati a non avere prodotto per accontentare tutti. Ma stiamo parlando di un piccola produzione limitata anche come mercato. I prodotti di quel genere sono tutti messi male e alcuni potrebbero rischiare di morire. Per quanto riguarda il vino è chiaro che se non si riesce ad esportare la situazione diventa drammatica. Come consumo interno ne beviamo veramente poco rispetto a quello che produciamo. Fermandosi il sistema HORECA, molte cantine sono ferme totalmente con le vendite e dal punto di vista commerciale l’annata è oramai compromessa e tra non molto si dovrà vendemmiare. Personalmente, in questo periodo, sto scrivendo diversi articoli relativi a svariate realtà produttive al fine di incentivare le vendite direttamente dalle cantine”. Se il covid-19 colpisce tutti i lavoratori, occorre fare una riflessione particolare sulle donne, le quali portano il peso anche della famiglia e della casa. “Di recente ho parlato di una Mozzarella di Bufala Campana DOP confezionata in barattoli di vetro per essere più sostenibile per l’ambiente e, guarda caso, chiamata Greta proprio come Greta Thumberg. E, poi, con grande piacere, di un pastificio di Gragnano gestito da donne. Cinque fanciulle le quali producono una pasta buonissima che, come per il vino, la si può acquistare on-line dal sito del pastificio. Occorre, una volta per tutte, riconoscere che le donne hanno tante capacità e, spesso, dove c’è un’ imprenditrice le cose girano al meglio. Ma sono, ormai, tanti anni che lo sostengo”. Possiamo azzardare una previsione per la vendemmia del 2020? “Parlare adesso di vendemmia è, francamente, presto, anche se c’è stata una buona primavera, per ora tutto procede nella norma in tutta Italia. Si svolgono i lavori del periodo in vigna là dove non c’è bisogno di personale delle cooperative: molti lavoratori sono bloccati nei loro paesi e non possono arrivare in Italia. Il problema è che moltissime cantine, avendo il vino non venduto in casa stanno predisponendo di tagliare la produzione. Chi lavora con la ristorazione è disperato ed anche dall’estero gli ordini sono pochi perché è tutto chiuso. Poi ci sono le cantine che in genere hanno i turisti, le degustazioni in azienda con relative vendite e, in questi casi, se non riparte qualcosa velocemente, sono in tanti ad essere molto preoccupati”.

Ed ora, per i lettori di QE: Fabrizio Salce presenta Fabrizio Salce. “Mi occupo di agricoltura ed enogastronomia ormai da circa 25 anni, il grosso del lavoro l’ho fatto per la televisione, prima regionale e poi nazionale. La possibilità di scrivere articoli è arrivata in un secondo momento. Mi piace molto farlo, amo raccontare, utilizzo termini semplici di facile comprensione per tutti, scendo poco nel tecnico, preferendo trasmettere emozioni e dire ciò che in prima persona ho vissuto e, chiaramente, assaggiato. Mi innamoro della gente che produce più ancora che del prodotto; hanno tutti una storia alle spalle ed è bellissimo quando farsela raccontare in modo da poterla proporre a chi legge. Se chi legge un mio articolo non prova nulla, al di fuori della comunicazione di un alimento, significa che non ho scritto “alla Fabrizio”. Qual è il segreto del tuo successo? “Non credo di essere importante, sono, semplicemente, un grande appassionato del mio lavoro che ho sempre cercato di svolgere da persona seria e, soprattutto, onesta. Ricordo un bellissimo complimento che mi fece Jose Rallo delle Cantine Donnafugata durante un Vinitaly: “Fabrizio è un uomo affidabile!”…detto da una donna imprenditrice siciliana ha mille valenze! La cosa che, di recente, mi ha fatto molto piacere è stata quella di essere spesso chiamato a Roma nel programma “Mi Manda Rai Tre” come, diciamo, “conoscitore” (non amo il termine esperto), dei prodotti del nostro paese. Dopo le presenze su “Eat Parade” del TG2, anche un altro programma mi regalato una bella gioia. Inoltre, un buon giornalista, a mio parere, deve sempre essere curioso ed ingenuo, sempre, anche con il passare degli anni. Quando si arriva a un argomento, già affrontato mille altre volte, bisogna guardarlo con occhi stupiti, sempre come fosse la prima, chiedi e richiedi le informazioni ai referenti: c’è sempre qualcosa da imparare!” Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono intraprendere la tua carriera giornalistica? “Consigliare ai giovani è difficilissimo, non è più come quando avevo vent’anni; è cambiato il mondo e, giustamente, ognuno è figlio del suo tempo. Una cosa mi sento di dire, però, bisogna avere i contenuti per essere un buon professionista. Molti sono diventati famosi tramite il web, ma è successo più che altro per la conoscenza del mezzo e non per la qualità dei contenuti. Nel settore enogastronomico, che piace a tutti, alcuni sono diventati dei nomi perché hanno saputo usare gli strumenti multimediali, ma non per la conoscenza effettiva delle filiere dei prodotti. Fare informazione significa sapere, indagare, chiedere, scoprire, non basta fare le foto colorate metterle in rete e dire: “Quanto è buono questo!”… l’informazione è un’altra cosa”.

QE MAGAZINE SPECIALE ESTATE 2020

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