Rencontres Philosophiques de Monaco: un doppio appuntamento da non perdere
Le Rencontres Philosophiques de Monaco tornano con un doppio appuntamento che intreccia arte contemporanea e pensiero filosofico

Mercoledì 1° aprile 2026, alle 18.30, la Villa Paloma del Nouveau Musée National de Monaco ospiterà una serata dal titolo «Art contemporain et philosophie au miroir de Nicolas Poussin», organizzata in collaborazione con il museo e inserita nel programma dell’esposizione «Le Sentiment de la Nature, l’art contemporain au miroir de Nicolas Poussin». Protagonisti dell’incontro saranno Ange Leccia, artista e cineasta, autore di due opere attualmente esposte al NMNM; Vincent Delecroix, filosofo e scrittore, già autore del volume Poussin, une journée en Arcadie (Flammarion, 2015); e Fabien Danesi, storico dell’arte e direttore del FRAC Corse, che guiderà il dialogo tra i relatori. La serata offrirà al pubblico un’occasione unica per riflettere sul rapporto tra estetica e filosofia, mettendo in dialogo la tradizione pittorica di Nicolas Poussin con le sensibilità contemporanee. L’obiettivo è mostrare come l’opera del maestro francese continui a costituire un punto di riferimento per comprendere il legame tra arte, natura e pensiero.

Dopo la serata inaugurale dedicata al dialogo tra arte contemporanea e filosofia al Nouveau Musée National, le Rencontres Philosophiques de Monaco proseguono giovedì 2 aprile 2026 al Théâtre Princesse Grace con un tema universale: la gratitudine. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Direzione dell’Éducation Nationale, de la Jeunesse et des Sports, sarà presentato da Raphael Zagury-Orly, filosofo e membro fondatore delle Rencontres. Sul palco si alterneranno voci di grande rilievo: i filosofi Paul Audi, Judith Revel e Camille Riquier, l’essayiste Laetitia Strauch-Bonart e la scrittrice Delphine de Vigan. La riflessione partirà da un’idea chiave: la gratitudine come virtù fragile, “clignotante”, che non si accumula né si conserva, ma deve essere continuamente rinnovata. A differenza del male, che basta compiere una volta per restare impresso, il bene richiede costanza e ripetizione. La gratitudine, dunque, non è uno stato permanente, ma un gesto che apre la via al bene, mantenendo viva la relazione con l’altro e con la memoria di ciò che ci è stato donato. Come ha scritto Robert Maggiori, la gratitudine non restituisce in senso materiale, ma illumina la bellezza insita in ogni atto di altruismo, rendendolo visibile e condivisibile. È questo il filo conduttore che guiderà il dibattito: comprendere se la gratitudine possa diventare un tratto stabile del carattere o se resti, inevitabilmente, un esercizio morale da rinnovare ogni volta. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti, con iscrizione obbligatoria sul sito ufficiale delle Rencontres Philosophiques de Monaco (www.philomonaco.com)
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