Nasce il gruppo d’amicizia bilaterale Monaco e Italia rafforzando il dialogo parlamentare

C’è un confine che ogni giorno migliaia di persone attraversano due volte — all’alba e al tramonto, in auto o in treno, tra la Liguria e il Principato. Un confine che nella vita reale è quasi invisibile, ma che nelle carte burocratiche, nei contratti di lavoro, nelle convenzioni sanitarie e nei regolamenti fiscali pesa eccome. È su questo territorio concreto — fatto di frontalieri, famiglie, imprese e strade — che si innesta la novità politica presentata mercoledì 8 aprile al Conseil National di Monaco: la nascita ufficiale del gruppo d’amicizia Italia-Monaco

Finalmente vede la luce l’iniziativa che porta la firma del senatore Giovanni Berrino, che ne assume la presidenza, e si inserisce nella visione delle relazioni internazionali promossa da Thomas Brezzo, presidente del Conseil National. Si tratta del gruppo d’amicizia Italia-Monaco che, al di là dei nomi e dei protocolli, non ha perso tempo e subito, fin dal primo incontro, ha portato dossier pesanti come la mobilità transfrontaliera, le infrastrutture stradali e ferroviarie, l’ accesso alle cure specialistiche per residenti e lavoratori, e le prospettive economiche condivise.

E poi, con una franchezza che rivela la maturità del dialogo, il nodo dell’uscita di Monaco dalla lista grigia del GAFI — con gli eletti monegaschi, da poco ricondotti alle loro cariche, che hanno illustrato gli sforzi compiuti dal Principato per adeguarsi agli standard internazionali in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo. Ma non è la prima volta che Berrino si fa promotore di questo dialogo. Già in Senato aveva lanciato l’intergruppo parlamentare Italia-Principato di Monaco, richiamando la presenza di circa settemila frontalieri tra Sanremo, Bordighera, Ventimiglia e il Principato — e con loro tutti i temi irrisolti di trasporti, fiscalità e sicurezza sociale. Quella fu la premessa; questa è la struttura. Perché il gruppo d’amicizia al Conseil National non nasce nel vuoto. Si inserisce in una strategia più ampia e coerente: il Forum imprenditoriale Italia-Monaco del 13 marzo 2026 ne è stato un tassello, così come le riflessioni in corso sulla cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia e sui benefici attesi per chi ogni giorno percorre quei pochi chilometri che separano due mondi apparentemente diversi, ma profondamente intrecciati.

Il messaggio politico, alla fine, è semplice e chiaro: la vicinanza tra Italia e Monaco non ha bisogno di essere inventata. Ha bisogno di essere governata. E un gruppo d’amicizia permanente, con un’agenda precisa e interlocutori stabili, è esattamente lo strumento per farlo — sottraendo finalmente queste questioni alla frammentazione, e restituendole alla politica. Percorso, questo, già da tempo intrapreso dai vicini frontalieri francesi.

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