Monaco: piattaforma di riferimento per un yachting avanzato, responsabile e sostenibile
Lo Yacht Club di Monaco ha ospitato recentemente la 18ª edizione del Symposium Économique – La Belle Classe Superyachts, organizzato in collaborazione con UBS, riunendo i principali attori internazionali del settore per discutere le trasformazioni economiche che il comparto dovrà affrontare entro il 2035.

Il messaggio emerso è chiaro: il futuro del yachting non si misurerà solo in consegne o tonnellaggi, ma nella capacità di integrare innovazione, sostenibilità e visione collettiva, trasformando i vincoli ambientali in opportunità di crescita.. Al centro del dibattito infatti, la transizione ambientale, è ormai considerata un fattore strutturale dei modelli economici del yachting. Con un impatto globale stimato in 54 miliardi di euro, di cui l’80% concentrato in Europa, l’industria si trova a un punto di svolta: preservare la capacità di creare valore integrando al tempo stesso norme ambientali sempre più stringenti. Secondo Bernard d’Alessandri, direttore e segretario generale del YCM, il settore deve adottare una visione collettiva e di lungo termine: “Il yachting fa parte di un ecosistema economico, ambientale e umano che richiede un approccio condiviso”. Gli interventi hanno evidenziato come il mercato dei superyacht, con oltre 6.200 unità sopra i 30 metri attualmente in attività, stia vivendo una fase di profonda trasformazione. Crescono i progetti di grande scala, soprattutto oltre gli 80 metri, e si rafforza il peso del refit, che da solo genera un impatto economico di 5,6 miliardi di euro, con ricadute significative sulle economie locali.

La prospettiva macroeconomica delineata da UBS ha sottolineato cinque dinamiche globali – demografia, deglobalizzazione, decarbonizzazione, digitalizzazione e debito – che ridefiniscono gli equilibri mondiali e influenzano direttamente il settore nautico. Le nuove normative ambientali previste per il 2035 non sono più percepite come un obiettivo lontano, ma come una realtà già presente nelle scelte strategiche. Come ha spiegato l’economista Nathalie Hilmi, le emissioni diventano un vero e proprio “passivo finanziario” che incide sulle margini operativi. Investimenti in carburanti alternativi, retrofit e nuove tecnologie sono ormai imprescindibili per mantenere competitività. Esempi concreti come Project Zero, monoscocca a “zero emissioni” alimentato da energia solare, termica e velica, dimostrano come la sostenibilità possa trasformarsi in motore di innovazione e valore, rispondendo alle aspettative di una nuova generazione di armatori. Il Symposium ha ribadito il ruolo di Monaco come piattaforma di riferimento per un yachting avanzato, responsabile e sostenibile. Questa dinamica proseguirà con il Monaco Capital of Advanced Yachting Rendez-vous (21–24 marzo), che si aprirà con un salone dedicato alle nuove generazioni.
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