Monaco, la filantropia guarda al futuro: Alberto II e Charlène riuniscono i protagonisti della solidarietà internazionale
Il Principato di Monaco rafforza il proprio ruolo sulla scena internazionale della filantropia con un evento organizzato lunedì 12 ottobre allo Yacht Club de Monaco

Si è conclusa la prima edizione del Monaco Summit on Philanthropy, un appuntamento promosso su iniziativa congiunta del Principe Alberto II e della Principessa Charlène, che ha riunito un centinaio di personalità di primo piano provenienti da tutto il mondo. È stato un incontro dedicato al futuro della filantropia e, soprattutto, alla sua capacità di offrire risposte concrete alle grandi sfide contemporanee. Il Summit, alla cui organizzazione hanno contribuito la Fondazione Princesse Charlène de Monaco, la Fondation Prince Albert II e la Fondation Tocqueville, rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato quindici anni fa attraverso una tavola rotonda sulla filantropia, sviluppata insieme a Jean-Guillaume de Tocqueville.


L’iniziativa, recita la nota spese, assume un significato particolare nell’anno in cui la Fondazione Principe Alberto II celebra vent’anni di attività a favore della tutela del pianeta. Nel suo discorso inaugurale, il Principe Alberto II ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che attraversa la cooperazione internazionale, mentre i governi ridefiniscono le proprie priorità e i finanziamenti destinati alle grandi cause globali subiscono crescenti pressioni. Dalla protezione degli oceani alla biodiversità, dal cambiamento climatico alla salute, fino ai diritti delle donne e dei bambini e alla lotta contro la povertà, le necessità continuano ad aumentare. «Mentre i governi pensano spesso in termini di anni, la filantropia può pensare in termini di generazioni», ha sottolineato il Sovrano, individuando proprio nella libertà di agire a lungo termine, assumersi rischi e sostenere cause ancora poco considerate uno dei principali punti di forza dell’impegno filantropico. In tutto sono tre, secondo Alberto II, le sfide fondamentali per il futuro: ampliare e diversificare le risorse attraverso una maggiore cooperazione tra istituzioni pubbliche, società civile e settore privato; coinvolgere le nuove generazioni nella cultura del dono, in un momento storico in cui una parte considerevole della ricchezza mondiale passerà nelle loro mani; utilizzare responsabilmente le nuove tecnologie. Particolare attenzione è stata riservata all’intelligenza artificiale, considerata al tempo stesso un’opportunità e un rischio.



Il Principe di Monaco ha espresso l’auspicio che non siano mai gli algoritmi a decidere quali cause meritino sostegno, pur riconoscendo il contributo che queste tecnologie possono offrire nell’identificare i bisogni, misurare l’impatto degli interventi, monitorare la salute degli ecosistemi e individuare soluzioni capaci di essere applicate su scala più ampia. A completare questa visione è intervenuta la Principessa Charlène, che ha riportato al centro del dibattito la dimensione umana della solidarietà. «Per me, la filantropia comincia dalla volontà di prendersi cura degli altri e dall’umiltà di ascoltare», ha affermato, ricordando che il valore di un’iniziativa non si misura soltanto attraverso le risorse economiche mobilitate, ma anche attraverso la fiducia costruita, le relazioni coltivate e le opportunità offerte a nuove idee. Per la Principessa è essenziale, soprattutto, che le persone destinatarie degli interventi possano partecipare alle decisioni che riguardano direttamente la loro vita. Le loro conoscenze, aspirazioni e dignità devono orientare le azioni di chi si impegna ad aiutarle. Un principio che richiama una concezione della filantropia fondata non soltanto sull’assistenza, ma anche sull’ascolto e sul coinvolgimento diretto dei beneficiari. La moglie del Sovrano monegasco ha inoltre invitato i partecipanti a interrogarsi su come sarà la filantropia tra venticinque anni, su come favorire lo scambio di esperienze tra fondazioni, famiglie, istituzioni e generazioni e su come l’intelligenza artificiale potrà contribuire a soddisfare i bisogni umani senza sacrificare il rapporto diretto tra le persone. Dalle parole dei due Sovrani emerge così una visione complementare: da una parte la necessità di rafforzare strumenti, risorse e cooperazione internazionale; dall’altra l’importanza di preservare la dimensione umana, la fiducia e la dignità delle persone.Un messaggio, insomma, che sintetizza lo spirito dell’iniziativa: la vera sfida non è soltanto mobilitare risorse, ma trasformare la generosità in cambiamenti significativi e duraturi, senza perdere di vista le persone alle quali questi interventi sono destinati. Soprattutto nel Principato di Monaco. Foto: Michaël Alesi / Palais princier de Monaco
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