Alberto II nelle Langhe, alla riscoperta delle radici piemontesi dei Grimaldi: una storia che unisce Monaco e l’Italia
Dal Medioevo ai giorni nostri, i legami dinastici tra i Grimaldi e i Del Carretto raccontano una pagina poco conosciuta della storia del Principato. Il Principe Sovrano ha visitato Niella Belbo, Cerreto Langhe e Novello, tre comuni entrati nella rete italiana dei Siti Storici Grimaldi. E per il 2027 annuncia un’applicazione digitale dedicata a questo straordinario patrimonio europeo

Il Piemonte custodisce una parte importante della storia della dinastia Grimaldi, attraverso un intreccio di alleanze matrimoniali, antichi feudi e rapporti politici che, fin dal Medioevo, collegavano le Langhe al territorio dell’attuale Principato di Monaco. Un’eredità che venerdì 9 ottobre 2026 il Principe Alberto II ha voluto ripercorrere personalmente, visitando tre comuni della provincia di Cuneo: Niella Belbo, Cerreto Langhe e Novello, entrati nel circuito italiano dei Siti Storici Grimaldi. Un viaggio dal forte valore simbolico, avvenuto appena una settimana dopo la storica visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Monaco, il 2 e 3 ottobre. Se la Liguria detiene il primato italiano per numero di comuni aderenti alla rete, con 28 località, il Piemonte ne conta 11 e rappresenta un territorio particolarmente significativo per le vicende genealogiche dei Grimaldi. A collegare queste terre alla famiglia principesca furono soprattutto due matrimoni, contratti tra il XIV e il XV secolo, con i Del Carretto, potente casata feudale che possedeva numerosi territori tra Piemonte e Liguria.



La giornata del Sovrano è iniziata a Niella Belbo, dove, accolto dal sindaco Emanuele Sottimano, ha inaugurato Ca’ Balon, il primo museo dedicato al pallapugno, sport tradizionale piemontese. Successivamente, a Cerreto Langhe, accompagnato dal sindaco Flavio Borgna, ha visitato l’antica dimora dei Del Carretto. Infine, a Novello, ricevuto dal sindaco Marco Pallaro, ha raggiunto il castello dopo una visita alla chiesa di San Michele Arcangelo e una sfilata degli sbandieratori locali. Proprio davanti al castello, affacciato sui vigneti delle Langhe, Alberto II ha ricordato con emozione la presenza medievale dei suoi antenati Del Carretto, sottolineando il valore di un territorio che esprime, attraverso il paesaggio e le produzioni locali, secoli di storia e di lavoro.





La novità più interessante annunciata dal Principe riguarda il lancio, previsto nel 2027, di un’applicazione per smartphone dedicata ai Siti Storici Grimaldi. Grazie alla geolocalizzazione GPS, i visitatori potranno individuare i castelli, i borghi e gli altri luoghi legati alla storia della dinastia, scoprendone il patrimonio culturale e le tradizioni. Uno strumento digitale che punta a trasformare la memoria storica in un’esperienza turistica accessibile e coinvolgente, favorendo anche la visibilità delle piccole località. Alla realizzazione contribuiranno gli operatori turistici dei territori interessati. L’iniziativa rientra nelle attività della Federazione dei Siti Storici Grimaldi di Monaco, presieduta da Alberto II, che coordina le associazioni nazionali francese e italiana. Quest’ultima, costituita nel 2020 e guidata da Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua, riunisce oggi quasi sessanta comuni. I territori aderenti possono inoltre partecipare agli annuali Incontri dei Siti Storici Grimaldi, organizzati ogni giugno sulla Piazza del Palazzo Principesco di Monaco, dove vengono presentate eccellenze gastronomiche, tradizioni artigianali e patrimonio culturale. Nel suo intervento, Alberto II ha ricordato anche le parole di Sergio Mattarella, che durante la recente visita di Stato aveva definito i Siti Storici Grimaldi una «costellazione di luoghi di amicizia tra il Principato e l’Italia». Una definizione che riassume il significato di questa rete: recuperare legami dinastici secolari per trasformarli in nuove opportunità di collaborazione culturale, economica e turistica. Per il Piemonte, e in particolare per le Langhe, la visita del Sovrano rappresenta dunque non soltanto il riconoscimento di una storia condivisa, ma anche un’occasione di promozione internazionale. Ma il legame tra Monaco e questi territori, è evidente, continua a rinnovarsi, dimostrando come la valorizzazione del passato possa diventare una risorsa concreta per il futuro. Crediti fotografici: Michaël Alesi / Palais princier de Monaco.
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