Antonelli re di Monaco: il bolognese da record conquista il podio del Gran Premio di Monaco 2026

Da oggi c’è un nuovo nome scritto nella storia del Principato di Monaco: Andrea Kimi Antonelli, diciannovenne di Bologna che, alla guida della Mercedes, ha vinto l’ottantatreesima edizione del Gran Premio di Monaco diventando il più giovane pilota della storia della Formula 1 a trionfare sulle strade di Monte Carlo

A diciannove anni e nove mesi, il pilota italiano ha cancellato il primato che apparteneva a Lewis Hamilton da sedici anni: l’inglese aveva ventitré anni quando conquistò la sua prima delle tre vittorie monegasche, nel 2008. Ed in qualche modo lo ha riconosciuto come suo degno erede, congratulandosi con Kimi appena scesi dalla sua monoposto, a fine competizione. Ma la gara di oggi, in realtà, ha confermato quanto già annunciato dalle qualifiche del sabato. Antonelli aveva strappato la pole position in una sessione al cardiopalma, superando Verstappen sul filo dei millesimi con un giro da 1 minuto e 12.051 secondi — la sua prima pole position a Montecarlo.

Era la prima volta che il giovane pilota di Mercedes affrontava le strade del Principato in gara, un circuito che gli altri avevano già percorso decine di volte, e che lui aveva evidentemente studiato con la stessa meticolosità con cui lavora sui simulatori. Allo spegnimento dei semafori, Antonelli ha mantenuto la testa della corsa con lucidità, mentre Max Verstappen ha vissuto un avvio da incubo: un problema tecnico alla sua Red Bull lo ha fatto scivolare indietro fino al ritiro, primo di una lunga serie di abbandoni che ha reso la gara uno dei capitoli più caotici degli ultimi anni. Valtteri Bottas e Lando Norris — entrambi costretti a fermarsi — hanno lasciato il campo a un Antonelli sempre più padrone della situazione, che ha aperto il gas fino a costruire un vantaggio di quasi trenta secondi su tutti gli inseguitori. Il colpo di scena è arrivato all’ultimo terzo di gara, quando l’asfalto tra la curva Rascasse e la Noghès ha ceduto letteralmente sotto le ruote. Prima Lance Stroll, poi Charles Leclerc — l’eroe di casa chiamato a difendere il proprio circuito — sono finiti contro le barriere nello stesso punto. La bandiera rossa ha fermato tutto per quasi quaranta minuti, il tempo di riparare il manto stradale e ridisegnare la griglia per una ripartenza da fermi, a otto giri dalla fine. Un finale da brividi che non ha però scalfito la concentrazione del giovane pilota. Antonelli è scattato di nuovo alla perfezione, ha contenuto Hamilton e ha tagliato il traguardo con sei secondi di vantaggio sul ferrarista britannico. Sul terzo gradino del podio è salito Isack Hadjar, alla sua prima presenza in assoluto sul podio della Formula 1, anche se il risultato è rimasto in sospeso per una possibile irregolarità durante la sospensione.

La vittoria porta Antonelli a 156 punti nella classifica mondiale, con Hamilton risalito secondo a 90. George Russell, penalizzato due volte nel corso della gara e retrocesso tredicesimo, vede il divario dal compagno di squadra allargarsi fino a sessantotto punti.

La tradizione del tuffo nel porto di Monaco — il gesto con cui i vincitori celebrano la vittoria sotto il cielo del Principato — ha accolto oggi un protagonista inatteso per età ma non per talento. Antonelli ha vinto come avrebbe vinto un veterano: gestendo le gomme, leggendo la gara, non sbagliando nulla. Che il palcoscenico fosse Monte Carlo — il più esigente, il più implacabile — rende il quadro ancora più straordinario. Sul podio, mentre S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco lo premiava, Antonelli indossava il tricolore sulle spalle: un’immagine che ha emozionato chiunque seguisse la gara, il ritratto di un ragazzo di diciannove anni che porta il nome dell’Italia sul tetto del mondo della Formula 1. Bologna, e con lei tutto il Paese, avrà tempo per festeggiare.

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