Vite coraggiose: una coppia italiana sceglie Caderzone Terme per ritrovare benessere e felicità
La nostra dott.ssa Roberta Ficacci Zampino, coach bien-etre nel Principato, sempre attenta a raccontare le
esperienze di vita di chi è alla ricerca di un bel vivere in questa società frenetica, ha conosciuto una coppia
di cui ci riferisce le vicissitudini

Provenienti da una solida formazione economica e da percorsi manageriali nel settore finanziario, Isabella
nel mondo cooperativo e successivamente nell’investment banking, Stefano con un’esperienza internazionale tra Londra e Madrid nella consulenza, avevano sentito il bisogno di cambiare il loro percorso, allineandolo con i valori che non trovavano più nel mondo della finanza.

Dopo essersi licenziati ed aver preso un anno sabbatico, viaggiando per sei mesi in India, il loro legame veniva cementato facendoli conoscere più intimamente senza i veli dei ritmi frenetici della vita precedente. Viaggiare senza il pensiero di una data di rientro o di un impegno lavorativo aveva regalato loro il privilegio di una libertà mentale rarissima. Dopo un intenso percorso, passato attraverso l’esperienza a Calcutta con la Comunità di Madre Teresa, Stefano ed Isabella approdavano in un piccolo borgo del Trentino dove davano vita ad un’attività alberghiera molto particolare, e ad un programma di ritiro ayurvedico esclusivo con l’importante centro medico ayurvedico, Ayuvertic Point di Milano. Il momento più toccante per loro a Calcutta, caratterizzato da un mese di volontariato nei centri di Madre
Teresa. Esperienza forte, faticosa ma immensamente arricchente. Usciti da quei centri fisicamente drenati, ma spiritualmente ricaricati di una nuova voglia di vivere e di donare l’esperienza straordinaria che aveva permesso loro di approfondire lo Yoga e l’Ayurveda, temi che già li avevano affascinati. Al rientro si erano trovati a gestire una piccola struttura vicino a Milano durante Expo 2015. Quei sei mesi di lavoro instancabile, quasi una “prova del nove”, avevano fatto capire a Stefano e ad Isabella che l’ospitalità era la loro strada. Cercavano però un luogo che non fosse un semplice albergo, ma una “casa” intrisa di storia. Finalmente trovata a Caderzone Terme, una perla delle Dolomiti di Brenta, in una Dimora Storica del 1400 vincolata dalle Belle Arti. Per Stefano una sorta di ritorno alle origini, essendo il paese natale di sua madre. Fin dall’inizio, il progetto mirava ad unire l’accoglienza tradizionale con il mondo olistico, ospitando ritiri dedicati allo yoga, meditazione, ayurveda, arte e tanto altro. Essendo parte di questa dimensione — Isabella terapista ayurvedica e Stefano istruttore di Yoga – il passaggio alle collaborazioni con questo mondo si veniva realizzando in modo naturale


La struttura, con le sue 10 camere, perfetta per accogliere piccoli gruppi (fino a 24 ospiti) garantisce l’uso
esclusivo della dimora e una totale privacy. Uno dei fiori all’occhiello è la Sala Bertelli, un antico fienile di 250 mq recuperato sotto la tutela delle Belle Arti, caratterizzato da soffitti alti 15 metri, legno e pietra, che offre un’energia e un’atmosfera uniche per le attività. L’Ayurveda è l’antica medicina tradizionale indiana che ha origini millenarie e Palazzo Lodron Bertelli, con la sua storia secolare, ne è la cornice ideale. Il Comune di Caderzone ha sapientemente creato il “Borgo della Salute”, un ecosistema che integra l’albergo, le Terme, ed il suo Centro Benessere.


Durante i ritiri, l’intero Palazzo vibra in sintonia con la disciplina, la Sala Bertelli ospita le sessioni di yoga e meditazione, mentre il Centro Benessere diventa il luogo dove i medici e i terapisti praticano i trattamenti con oli medicati della tradizione indiana. La peculiarità di Palazzo Lodron Bertelli risiede nel fatto che gli stessi titolari praticano queste discipline. Parlano la “stessa lingua” di medici, terapisti e partecipanti; capiscono le loro esigenze con uno sguardo, cosa fondamentale per la riuscita di un ritiro. Inoltre, è posta un’attenzione molto importante alla nutrizione. Vengono coltivati tre orti secondo il metodo dell’agricoltura sinergica, senza l’uso di prodotti chimici, utilizzando fiori ed erbe per proteggere naturalmente gli ortaggi. Infine, fondamentale è la squadra, composta da collaboratori speciali che lavorano con passione e energia positiva, cosa che gli ospiti percepiscono immediatamente.
L’obiettivo principale di Stefano ed Isabella è quello di diventare un punto di riferimento internazionale per
i ritiri di medicina ayurvedica, grazie alla collaborazione con Ayurvedic Point di Milano, la principale scuola e
centro medico in Italia ed Europa. Il dottor Antonio Morandi, consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e figura di spicco nel panorama internazionale, permette loro di offrire programmi di serietà e professionalità scientifica.
Le vite dei nostri protagonisti, dopo l’esperienza con lo yoga e con l’ayurveda si sono evolute con un grande
arricchimento personale e professionale. Isabella ha scoperto una vocazione per l’alta cucina naturale e salutare, trasformandosi in una chef capace di unire gusto e salute. Lavorare fianco a fianco ha permesso ad entrambi di completarsi e di comprendere il vero valore della fiducia reciproca.

Nonostante l’impegno gravoso — l’accoglienza richiede dedizione totale e ritmi serrati — la soddisfazione
di vedere gli ospiti rinati alla fine di un soggiorno è il miglior compenso. Imparare a prendersi cura degli altri
è, in fondo, il modo migliore per prendersi cura di se stessi. Da questa storia emerge l’importanza per un ritiro Ayurvedico esclusivo di doversi affidare a professionisti e scuole di comprovata serietà. L’Ayurveda e lo Yoga sono percorsi che richiedono apertura mentale e voglia di mettersi in discussione. Non si tratta solo di tecniche, ma di uno stile di vita sano che porta a scoprire una dimensione che va oltre la materialità. È una ricerca spirituale nel senso più laico del termine, la voglia di conoscere gli aspetti più profondi della natura umana e della vita che ci circonda.
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