Monaco e l’arte del contrasto

Non si discute: questa è, in assoluto, la settimana più cool del Principato di Monaco, ma anche la più trafficata, rumorosa e confusionaria dell’anno. Con le linee telefonica cittadine intasate – è una costante, purtroppo -, le consegne postali anticipate e le auto in sosta rimosse alla velocità della luce in caso di parcheggi selvaggi, i residenti sanno di dover fare i conti con un variegato flusso di visitatori che supera largamente quello composto da coloro che fuggono lontano da Monte Carlo per un lungo week-end di quiete. Tuttavia, se questi sono i giorni più glamour ed ammirati da tutto il mondo un motivo c’è: nei dintorni e sugli yacht attraccati nei pressi del circuito cittadino più lento meno lungo di tutto il campionato di Formula 1 – 3 337 metri, 19 curve e 78 giri per un totale di 260,286 chilometri – accade anche l’impossibile.

La leggenda del Gran Premio di Monaco raccontata in un documentario

Siamo nel cuore del Gran Premio di Monte Carlo, evento che genera mediamente sui 100 milioni di euro l’anno, per essere prudenziali. In questo contesto, oltre alle serate al Twiga, l’Amber e Sunset Lounge, le feste ed i party esclusivi, c’e spazio anche per diffondere messaggi ecologici e per la creatività. Nel primo caso, da quest’anno, il Gran Premio di Monaco è brandizzato su bicchieri di carta, ecologici e riutilizzabili. L’iniziativa, consigliata ai commercianti di Monaco dalla Direzione dell’Ambiente del governo monegasco, permetterebbe sia di veicolare l’immagine della 77a edizione del Gran Premio di Monaco, che lanciare un messaggio eco-sostenibile (meno plastica, più responsabilità ambientale) in un contesto sportivo. Quanto, invece, all’aspetto intellettuale, stimolato dalle gare di Formula 1, ritorna l’appuntamento previsto per venerdì 24 maggio, nel tunnel Riva, con la finale della 6a edizione della Monaco Mousetrap Car Grand Prix, competizione internazionale di micro-veicoli azionati dal meccanismo delle trappole per topi. I prescelti, 20 selezionati studenti, tra i 12 e 18 anni, provenienti da Monaco, Italia, Francia e America, si confronteranno per l’ambito podio. L’iniziativa è patrocinata dal Principe Alberto II di Monaco che, tra l’altro, è coinvolto pure come narratore nel film-documentario prodotto dal giornalista monegasco Yann-Antony Noghès, in occasione dei 90 anni dalla nascita del tracciato monegasco.

Fu infatti il nonno Antony (senior) che nel 1929 organizzò la prima edizione del Gran Premio di Monaco, inaugurata il 14 aprile di quell’anno dal Prince Pierre. La proiezione, anticipata mercoledì sera presso la Salle Garnier, è stata ricca di emozioni, che conto di raccontarvi nel prossimo numero di QE. Anticipo solo che un lungo applauso è stato dedicata alla memoria del 3 volte campione del mondo di F1, il pilota austriaco Niki Lauda, scomparso lo scorso martedì 21 maggio, a 70 anni dopo un lungo ricovero. Niki era di casa a Monte Carlo, in questi giorni e a molti dei piloti presenti in sala mancherà la sua presenza. Dall’Italia, anche il suo mitico ingegnere, Mauro Forghieri, con cui aveva un legame straordinario ai tempi della Ferrari, fra il 1974 e il 1977, ha voluto ricordarlo così: “Ci ha lasciato una gran bella persona ed un campione. Mi mancherà!”, ha detto. Ma lo show deve andare avanti. E così, immancabilmente, tutti gli occhi sono ora puntati sul giovane pilota monegasco Charles Leclerc che, per la prima volta sulla monoposto Ferrari, si appresta a percorrere il circuito di Monaco che, come dicono in molti, riserva sempre molte sorprese. E noi cercheremo di restare sul pezzo, condividendo con voi sul profilo Instagram di QEMAGAZINE, i momenti più salienti. Stay tuned!

QE-MAGAZINE #17

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