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Micromondi e macromondi

Un’altra estate monegasca ricca di eventi e appuntamenti prestigiosi, sia nell’ambito della cultura che della musica.

Poi ci sono gli aperitivi lunghi che assomigliano sempre più a cene, i turisti gaudenti che affollano le classiche mete del Principato scattando foto a raffica da pubblicare sui social e il micromondo dei residenti che simula distacco altezzoso nei loro confronti, ma puntualmente si riversa negli stessi posti.

Gli eventi con buffet sono i più gettonati, perché anche a Monaco l’arte di imbucarsi e scroccare un paio di flûte di champagne è arrivata ad alti livelli. È un mondo delizioso ma va visto con occhio disincantato. Un nido in cui i rapporti umani sono più intensi e fervidi di quanto non sembri a una prima occhiata superficiale. Non potrebbe essere altrimenti, visto che parliamo di una superficie esigua e di un’area popolata da etnie e culture diversissime. Ci si conosce un po’ tutti, magari solo di vista e questo rende molto facile l’accettazione reciproca, lo scambio e la chiacchiera.

Monaco come esempio virtuoso di integrazione tra paesi e culture? Forse, anche se non azzarderei una affermazione così estrema, vista la innegabile esclusività del posto. Però è forse corretto dire che Monaco riesce a coniugare in modo felice mille realtà, in nome della sua matrice glamour, della sua opulenta apparenza che, in qualche modo, mette d’accordo tutti, detrattori, estimatori e imbucati ai cocktail.

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