Buon Ferragosto (con mascherina) dal Principato di Monaco

Che ci piaccia o meno, nel Principato di Monaco come altrove, vigono diverse regole sanitarie imposte dal Governo alla popolazione residente per evitare il contagio e la diffusione del coronavirus. In questo periodo particolare però, più che attendersi folle incontrollate che invadono le strade di una città, egoisticamente, si spera che il rispetto delle distanze interpersonali, così come l’uso della mascherina anche all’aperto sia un mantra seguito da visitatori e turisti che in questo luogo vengono per trascorrere una giornata festiva, visto che Ferragosto è una ricorrenza religiosa, ma anche occasione di una gita fuori porta.

Negli anni passati Monaco, in questa settimana di agosto, cambiava pelle, quasi come per magia. Buona parte dei residenti in vacanza soggiornava, in queste giornate assolate, in abitazioni fuori sede, per ritrovarsi in famiglia o tra amici, e celebrare il Ferragosto con la consueta grigliata o pranzo all’aperto. Allo stesso tempo, però, a fronte di una città che si svuotava, all’opposto si assisteva ad una sorta di immigrazione effimera: le strade, il porto ed i locali si riempivano di turisti ed affezionati visitatori che a Monaco ci venivano volentieri perché era la tappa obbligata per chi amava la Costa Azzurra. L’esposizione estiva del Grimaldi Forum, le serate danzanti allo Sporting – con decine di star internazionali che si esibivano in concerto -facevano parte delle attrattive del Principato di Monaco. Per non dire poi del porto Ercole o quello di Fontvieille, tutto lucine e super yacht, meta di chi cercava di immortalare con il telefonino qualche VIP habitué della zona.

Porto di Fontvieille, Monaco, agosto 2019 – Foto AMP Monaco

E poi c’erano le serate in cui, nel cielo, brillavano i fuochi piromelodici, attrazione turistica straordinaria per il quale l’aspetto ecologista del Principato si faceva da parte per lasciare spazio a esplosioni di colori unici al mondo. Dall’aperitivo sulla spiaggia del Larvotto o sulla Piazza del Casinò, oppure una semplice pizza al mercato coperto con gli amici, a Place d’Armes, la movida monegasca era per tutte le tasche perché ognuno trovava la sua dimensione per celebrare l’estate con serate che proseguivano fino all’alba del giorno successivo.

Panorama di Monaco, copyright AMP Monaco

Mentre scrivevo tutto questo mi sono accorta di aver descritto ricordi che appartengono ad una vita fa, quando era normale salutarsi con una stretta di mano o con abbraccio, e stare insieme agli amici in allegria e spensieratezza non significava poter contrarre potenzialmente la SARS-CoV-2. Da quando è scoppiata questa maledetta pandemia anche il Principato di Monaco è cambiato. Sono decine gli eventi ricorrenti, feste, celebrazioni e balli annullati, (tranne quello del 24 settembre che pare sia ancora mantenuto) mentre, inermi, si assiste all’evolvere delle cose penalizzando la pianificazione della maggior parte delle attività del futuro. Negazionisti a parte, è innegabile che il numero dei malati ci ricorda che questo maledetto virus continua a circolare perché non conosce barriere né nemici per abbatterlo. Noi possiamo solo cercare di prevenire il contagio mantenendo le distanze interpersonali evitando assembramenti e proteggere gli altri e noi stessi indossando le mascherine. Le nostre abitudini sono cambiate e, con loro, anche la percezione del Principato di Monaco che, pur nella recente accezione swing, ai suoi pique-nique sull’erba non vuole ingenuamente rinunciarci. Forse, aver pensato a creare questo label Monaco Safe, i visitatori potrebbero sentirsi più protetti per lanciarsi in un’esperienza in cui, come recita il manifesto della campagna di comunicazione del governo monegasco “l’eccellenza nella protezione dei beni e delle persone è un know-how prezioso che si può declinare anche per gli aspetti sanitari“. Il messaggio è riassunto in un video promozionale accessibile da qui: guardandolo, che dite, ce la faremo?

QE MAGAZINE 2020 #25

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