Monaco: la glam city iperconessa abbandona il GSM

Dopo il lancio ufficiale del progetto #ExtendedMonaco, organizzato ufficialmente lo scorso 30 aprile, l’amministrazione del Principato di Monaco si dichiara pronta ad accogliere alcune piccole/grandi ma costanti rivoluzioni tecnologiche in vista dell’arrivo in forza del 5 G. Per chi ancora non avesse capito, questo nuovo nuovo standard di connessione mobile, attivo unicamente con modalità wireless, necessita di una serie di nuove antenne (27 per il momento) che Monaco Telecom -monopolista delle telecomunicazioni monegasche – deve dislocare in varie zone per coprire tutto territorio nazionale, consentendo al Principato di diventare il primo Stato al mondo a rendere disponibile ovunque questo nuovo standard. Inoltre, data l’esiguità dell’area, se da una parte questa condizione potrebbe agevolare la gestione logistica degli impianti, dall’altra amplifica gli umori della popolazione che si trova a dover accettare il tutto senza riserve.

La navetta senza pilota di Monaco

Non mancano, infatti gruppi ma anche individui ben identificati che, da mesi, manifestano anche sui social media una certa inquietudine sugli effetti poco salutari delle radiazioni provocate dal 5G, soprattutto perché non esistono dati certi provenienti da sperimentazioni attendibili recenti. Per questa stessa ragione, le autorevoli smentite da parte dei rappresentanti del governo monegasco non riuscirebbero a convincere tutti i detrattori del 5G, i quali brandiscono pure le tesi fornite da gruppi di scienziati che inneggiano ai pericoli dell’ elettrosmog provenienti da queste nuove tecnologie (vedere qui l’interrogazione parlamentare UE). Intanto, a Monaco si procede spediti e tra le prime applicazioni pratiche ci sono le nuove banchine iper-connesse dei bus che sostituiranno le precedenti (ne saranno installate 33 entro l’anno, su un totale di 57 strutture); e la recente navetta a guida automatica, in servizio test a Monaco Ville da questa estate (ne parliamo in questo numero di QE). Monte Carlo sarà dunque una green e lussuosa Smart City? Ebbene, se questa è l’ambizione, anche per questioni di spazi, prima si rende necessario rottamare quello che non serve più. Ma non parlo di case storiche, bensì – e questa è la notizia dell’ultima ora – della frequenza radio del 2G, meglio conosciuta come GSM. Secondo i responsabili di Monaco Telecom e della dirigenza della Direzione dello sviluppo degli ‘usi digitali’ solo l’1 % della popolazione utilizza ancora questa banda di trasmissione e tutti coloro che telefonano con il mitico ed indistruttibile Nokia 3310. In seconda battuta, si rende necessario rafforzare le varie procedure di sicurezza e nuovi strumenti di cybersicurezza, necessari per proteggere tutti i dati utilizzati quando la città sarà tutta connessa. E qui, quel famoso principio di precauzione invocato dal Consiglio Nazionale di Monaco calza a pennello.

Saremo tutti tracciati, identificati, schedati e facilitati nelle nostre comuni attività quotidiane. Tuttavia qui, come altrove (vedi Singapore, per molti considerata la città più intelligente al mondo, n.d.r.), sembra quasi che sia iniziata una corsa contro il tempo per vedere chi arriva prima ad applicare questa o quella tecnologia di cui ci dicono che non possiamo più farne a meno. Per quanto il progresso sia veloce ed inarrestabile, a parte i grandi gruppi industriali che necessitano di rapidità per trasferire dati e file, a beneficiarne è principalmente l’internet delle cose, tutto quello che gravita intorno alla domotica, gli strumenti hi-tech, i servizi, mobilità ed il mondo virtuale. Ai comuni cittadini che vivono in simbiosi con lo smartphone, utile anche per fotografare e trasmettere video in tempo reale sui social, il 5G non sarà accessibile perché i device che lo supportano sono ancora pochi e carissimi. Avevamo approfondito il discorso già qualche settimana fa, in un articolo e sul numero #10 di QE-MAGAZINE (cliccare qui per accedervi). Insomma, che ci piaccia o meno, del nostro benessere potrebbe, in futuro, essere solo una questione di algoritmi, sperando che l’AI, l’intelligenza artificiale, sia sempre a nostro servizio…#ENJOY

QE-MAGAZINE #21

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