Principato di Monaco: la plastica, nemica dell’ambiente

Nel Principato di Monaco, la battaglia alla plastica è iniziata da tempo. Per essere più precisi dal 1 gennaio 2017, con l’ordinanza sovrana che ha vietato l’utilizzo di shopper monouso a tutti i commercianti di Monte Carlo. Il cambiamento di abitudini, che all’inizio ha scatenato qualche polemica alla pubblicazione della comunicazione ufficiale, avvenuta nel giugno del 2016, non ha tardato a fare proseliti soprattutto tra gli ecologisti monegaschi e presso la Direzione del Turismo e dei Congressi che ha lanciato, poco dopo, la sua campagna ‘Green is the new glam‘. L’anno successivo, il 5 maggio Monaco ha aderito alla Giornata mondiale dell’ambiente, dedicata alla lotta contro la plastica, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini su alcune evidenze sostanziali. 800 miliardi di rifiuti plastici, si stimava allora, inquinano gli oceani che, in termini di massa, equivalgono ad una superficie pari a tre volte la Francia. Portarsi da casa il sacchetto della spesa, spesso in stoffa, e iniziare ad fare la raccolta differenziata con più attenzione, per una città come Monaco, abituata al lusso, è stata una piccola rivoluzione di coscienza, ammettiamolo.

Un’altra generosa serata al Twiga

Iniziative come Monacology o ancora meglio il salone EVER, che quest’anno corona la sua 14a edizione con un ambasciatore d’eccezione, Niko Rosberg (in concomitanza con la terza edizione monegasca della Formula E, in calendario 11 maggio) rappresentano un segnale forte di come questo paese viva una specie di dualismo che tira in direzioni opposte. Da una parte, infatti, c’è la pulsione futuristica verso la trasformazione a cui ci si deve adeguare in vista di una città moderna: la costruzione del nuovo inceneritore di ultima generazione è un esempio (per sapere del bando cliccare qui https://www.gouv.mc/A-la-Une-du-Portail/Monaco-lance-un-appel-a-propositions-pour-le-futur-centre-de-traitement-des-dechets). Nel frattempo, a Monaco, non possiamo dire che la qualità della vita qui, sia ottimale. Dall’altro capo, invece, ci sono grossi gruppi come la SMEG che, unico fornitore di energia elettrica e gas di tutto il Principato di Monaco, si preoccupa di agevolare i trasporti privati ad energia elettrica mettendo a disposizioni nuovi strumenti per la ricarica veloce sia per l’ utilizzo domestico che per il lavoro. In mezzo, tra i due, si posiziona la Fondazione Principe Alberto II in quanto, pur agendo globale pensa locale. E poi c’è l’attualità con tutte le solite difficoltà.

Significativo è quanto ha affermato Laurence Genevet durante la presentazione dell’ultima edizione del “BEST OF”: nonostante il traffico ed i disagi dei tanti lavori in corso, vedere una città come Monaco così piena di cantieri significa che le prospettive lavorative sono in progressione, a differenza dei paesi europei che stanno passando un periodo non facile. E già, l’Europa, questo agglomerato di Stati a cui il Principato e gli altri due Piccoli Stati, Andora e San Marino, dovrebbero associarsi a breve: sarà un bene o un male? La strada, in fondo, è già tracciata verso un accordo. Singolare poi che, nel contempo, nell’ambito dei lavori della 6a riunione dei piccoli paesi d’Europa, conclusa il 2 aprile a San Marino sul tema “Health 2020” (è un programma dell’Organizzazione mondiale della sanità, n.d.r.) c’è pure chi intraveda la possibilità di creare un organismo che raggruppi tutti i paesi con meno di un milione di abitanti per stimolare quelli di più ampie dimensioni. Come dire, tutto è possibile. E noi, diligentemente, ne prendiamo nota…


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