Lo spirito degli oceani conquista il Principato di Monaco

Dopo i colori della Cina che hanno decorato il Principato di Monaco in occasione della storica visita del Presidente della Repubblica cinese Xi Jinping, Monte Carlo, per tutta questa settimana, si tinge simbolicamente di blu, in omaggio alla Monaco Ocean Week (MOW 2019), che proprio domenica scorsa ha debuttato con la decima edizione della Monaco Blue Initiative, appuntamento ideato per promuovere soluzioni a tutela della preservazione dell’ambiente marino. Riuniti all’ Oceanografico, circa 145 esperti e decisori hanno lavorato per due giorni con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare le misure conservative a favore delle aree marine protette, attualmente ben al di sotto del 10% di quelle previste dal concordato di Aichi.

Il sommario di QE-MAGAZINE #10

La terza edizione della MOW 2019, si presenta dunque come tappa fondamentale per presentare studi scientifici, ma anche sede ideale per proiettare il documentario di 40 minuti dal titolo Oceans : Our Blue Planet prodotto in collaborazione dalla OceanX, iniziativa del filantropo Ray Dalio che si pone come antagonista (in senso buono) della piattaforma SpaceX di Elon Musk, dato che Dalio ha deciso di investire per esplorare le meraviglie esistenti nella profondità dei mari. Il Principe Alberto II di Monaco, ben consapevole che il futuro del pianeta è nelle nostre mani, appena si trova nel giusto contesto – e questo è tra i migliori al momento – nei suoi interventi ispiratori, richiama l’attenzione delle comunità scientifiche internazionale sulla necessità di utilizzare anche strumenti politici o giuridici per preparare il terreno del prossimo confronto ai vertici previsto alla COP 15 sulla biodiversità organizzato in Cina.

Ecologista convinto, fin dal discorso pronunciato in occasione della sua intronizzazione nel 2005, il Sovrano monegasco si batte anche attraverso la sua Fondazione per la tutela degli oceani, il cambiamento climatico e la biodiversità, tutti elementi essenziali alla sopravvivenza del nostro fragile ecosistema. Inoltre, non è un caso che proprio a Monte Carlo si trovino le sedi delle segreterie generali dell’Accordo ACCOBAMS, RAMOGE e del Santuario Pelagos, a testimonianza che l’impegno monegasco alla tutela ambientale non è solo un slogan. Infine, bella notizia comunicata in queste ore dal Centro Scientifico di Monaco che, con il coordinamento del Museo Oceanografico ed il sostegno della stessa Fondazione del Principe Alberto II, per la prima volta avrebbe ufficialmente lanciato un articolato programma volto alla conservazione di tutti i coralli presenti nelle acque dei mari e degli oceani. Al momento, sottolineano, sono state repertoriati circa 1600 specie di coralli, ma di questi solo 200 sono stati prelevati e osservati in colture inserite in acquari appositamente predisposti. L’idea di salvare e conservare in laboratorio la maggior parte dei coralli presenti ora nei nostri mari permetterebbe di prevenire quanto previsto dal rapporto GIEC, cioè che entro il 2100 molti coralli potrebbero estinguersi definitivamente.

In attesa di conoscere le conclusione di queste intense giornate di lavoro, vi invito a sfogliare il nostro QE ed a leggere i nostri articoli: parliamo di 5G, di libri, di eventi e molto altro ancora. Ed in ogni caso, cari e fedeli lettori di QE-MAGAZINE , vi ricordiamo che la versione stampabile del magazine digitale è disponibile ESCLUSIVAMENTE per gli abbonati che ne facciano richiesta scrivendo a ampmonaco@ampmonaco.com, mentre i numeri arretrati restano visibili sul sito QE-MAGAZINE.COM e naturalmente anche sulla piattaforma issuu.com/ampmonaco

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