Principato di Monaco: la sicurezza, una certezza!

“La sicurezza è il cemento che fortifica questo paese” ha detto il direttore della Pubblica Sicurezza del Principato di Monaco, Riccardo Marangoni, in occasione della cerimonia inaugurale del nuovo anno organizzata alcuni giorni fa nella grande sala del Museo Oceanografico. Ed in effetti, come dargli torto? A Monaco, dove vivono in armonia 137 nazionalità, è rassicurante sapere che tutto è a misura d’uomo.

Del resto i numeri lo dimostrano: ad esempio la criminalità generale è diminuita di oltre il 10% (1.045 contro 936) mentre ci sono stati 26 furti in appartamenti denunciati, 3 in meno rispetto all’anno precedente. I semplici furti, ancora meglio, sono passati da 233 a 170, così com’è diminuita pure l’attività internazionale, vedi le comunicazioni con l’Interpol passate da 99054 a 84640 nel 2018. Questi risultati potrebbero sembrare normali, ha spiegato il responsabile della sicurezza monegasca, ma in realtà sono ottenuti grazie al lavoro quotidiano di 554 uomini e donne impiegati nella Sicurezza pubblica.

E , aggiungiamo noi, dal senso civico dei cittadini che qui vivono e lavorano. Monte Carlo, del resto, non è esente da fenomeni di delinquenza occasionale ed accogliendo ogni giorno oltre 36 mila lavoratori frontalieri, ed il fatto che ci siano più di 100 mila veicoli in entrata ed uscita non può non generare una serie di riflessioni. Anche sull’impatto ambientale e sulla qualità della vita dei residenti. Ma questo è un altro problema che non affrontiamo qui. Di sicuro è grazie alla forza pubblica di Monaco che si deve la certezza di essere protetti, con gli oltre 837 telecamere di sorveglianza disseminate in tutta la città, accese 24 ore su 24 nel fine settimana e nei giorni festivi inclusi. D’altro canto, come ogni cosa, è necessario essere sempre più performanti e l’amministrazione della ‘Sûreté Publique’, come ha dichiarato Marangoni, non è da meno con l’attuazione del Piano 2020, di cui il 2018 ha visto la realizzazione di 9 nuove disposizioni delle 20 in programma. La sfida più importante, che prescinde però dai confini geografici del Principato di Monaco, riguarda comunque il controllo dei flussi d’informazioni legati ad internet e i social network: la privacy dei dati, la cybercriminalità, così come la di􀀣fusione d’immagini pedopornografici, anche a danno dei minori, devono essere monitorati con strumenti più moderni. Sempre secondo quanto dichiarato dal capo della Sicurezza Nazionale monegasca, che conta anche sulla collaborazione delle varie forze di polizia in capo alla vicina Francia e dell’Italia, l’importante è non deludere il Sovrano, il Principe Alberto II di Monaco il quale, presente anche lui, come ogni anno, alla cerimonia degli auguri, si è felicitato dei risultati comunicati.

Il Principe inoltre, con l’occasione, ha voluto indicare come sia fondamentale la sensibilizzazione dei giovani ad una guida responsabile, visto il numero crescente di conducenti di veicoli fermati in stato di ubriachezza. Ed infine, probabilmente riferendosi al cosiddetto ‘Affaire Rybolovlev ‘( il miliardario russo titolare della squadra di calcio nazionale, l’AS Monaco, coinvolto in una serie di querelle sfociate in denunce di diverso ordine e grado), il Sovrano ci ha tenuto, ancora una volta, a riaffermare “solennemente che, nel nostro Stato di Diritto, ci sono dei principi intangibili di cui mi aspetto il rispetto assoluto, come la presunzione d’innocenza ed il segreto d’istruzione”. Averlo sottolineato con forza in questa occasione, ci pare, sia un forte segnale che Monaco, nonostante sia un Principato con pochi abitanti, non sia esente dall’applicazione e l’imparzialità della legge, a garanzia e tutela della cittadinanza tutto. Saperlo, come primo messaggio d’inizio anno, rassicura davvero tutti…

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