Principato di Monaco: metamorfosi e tradizioni all’onore

Nel Principato di Monaco, come altrove, vige una regola della contraddizione tra la coerenza dell’essere ed il voler fare, una male che risponde a qualunque metamorfosi, che sia umana, urbana o ideologia. Ed infatti questa città-stato che individuiamo più agilmente con Monte Carlo, per volontà del suo Principe regnante, SAS Alberto II di Monaco, è fortemente condizionata dal passato glorioso che si scontra con un presente transitorio ed il futuro auspicabile. A questo aggiungiamo l’ambizione del governo monegasco, visto il territorio contenuto, di proiettare Monaco verso dinamiche internazionali – vedi Europa – pur senza rinunciare alle proprie specificità, attraverso strategie volte a consolidare un nuovo modello politico- economico, green e sostenibile. Accade però che, per mettere insieme tutte queste cose, anche a Monaco sorga la necessaria impellente esigenza di trasformare quello che esiste, penalizzando piccole realtà come villette d’epoca e giardini che caratterizzano questo Principato. Nel quotidiano, poi, viviamo quello che sembra sia l’espressione pratica di un attacco improvviso di schizofrenia urbana, dove i lavori in corso per la creazione di nuovi impianti (vedi cablaggi ottici, fognature, acqua, energia…) per quanto necessari, abbiano modalità adeguate ecologicamente ma poco corrette nell’insieme. Ebbene sì, questo è un male comune, non solo di Monte Carlo, ed il prezzo, difficile da accettare, per adeguare le strutture esistenti alla transazione energetica e digitale in corso, le due parole magiche del futuro di ogni paese proiettato verso un prospero domani. Ma la coerenza, non solo quella umana, forse, deve passare per vari stadi prima di trovare la sua più etica espressione? Probabilmente si, pur con qualche eccezione. Guardiamo, ad esempio, alle attività promosse dall’imprenditore monegasco Gildo Pallanca Pastor, impegnato da anni, con la sua Venturi: fin da subito, con il suo team, il suo gruppo ha lavorato per sviluppare autoveicoli sportivi potenti e performanti alimentati unicamente a propulsione elettrica. Tanto che, in collaborazione con la Fondazione Principe Alberto II, ha appena presentato il prototipo ANTARTICA, primo mezzo cingolato utilizzabile nelle esplorazioni polari, alimentato non da carburante fossile. Il mezzo, dotato di uno spazioso abitacolo, dalla forma di un mini-sottomarino cubico, rappresenta la risposta ad un’esigenza pratica: fare ricerca scientifica con mezzi ecologici e non inquinanti per salvaguardare l’ambiente esplorato. Più o meno questa la sintesi di quanto affermato dallo stesso Gildo in occasione della cerimonia di lancio ufficiale del mezzo, organizzato nei garage del Palazzo, lo scorso venerdì 30 novembre. L’evento, molto più complesso per via di un’altra vettura presente – vedi la nuova monoposto elettrica della scuderia Venturi, impegnata nel campionato di Formula E fin dagli arbori di questa nuova disciplina – sarà oggetto di un approfondimento nel prossimo QE. In questo che vedete, invece, troverete altre notizie, reportage ed articoli che abbiamo selezionato per voi non solo dal Principato di Monaco, ma dal Piemonte ed anche un po’ più in là. Per scoprirlo, sfogliate le nostre pagine. A presto! e su MAGZTER
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