Monte Carlo e l’estensione in mare: posato il primo cassone

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Dal suo arrivo al largo della baia di Monte Carlo, il 22 luglio scorso – vedi l’articolo cliccando qui – sono trascorse diverse settimane, ma è solo stasera, 11 settembre 2018, che il primo dei 18 blocchi di cemento realizzati a Marsiglia, è stato posizionato a ridosso dell’Anse del Portier, da dove cioè avrà origine la penisola appoggiata su un fondo realizzato con pietra calcarea e sabbia (quest’ultima di origine siciliana). E’ probabile che i clienti del gruppo alberghiero Fairmont Monte Carlo e quelli dell’effimero Nikki Beach, installato durante la bella stagione sul tetto dello stesso hotel, abbiano potuto osservare l’intera operazione, fino alla sua conclusione. Per tutti gli altri occhi, aperti all’orizzonte per veder giungere dal mare, trainati con un rimorchiatore, gli altri elementi che si agganceranno al parallelepipedo appena immerso. Per la cronaca il progetto di urbanizzazione sul mare denominato ANSE DU PORTIER fu formalizzato il 30 luglio del 2015, con la firma dell’allora Primo Ministro Michel Roger e Gérard Brianti, Presidente Delegato dell’omonima società monegasca, deceduto per un incidente qualche tempo dopo, e sostituito poi da Guy Thomas Levy Soussan. Il blocco che ora si trova a pochi metri dalla riva è stato poi battezzato ufficialmente lo scorso 25 luglio in presenza di SAS il Principe Alberto II, fautore e promotore dell’iniziativa che, lo ricordiamo, per la sua complessità, è quasi un miracolo di ingegneria civile a cui si riferiscono anche nuove tecnologie e strumenti avveniristici. Ad affermarlo anche l’architetto Peleson, da anni residente nel Principato di Monaco: “E’ una eccezionale sfida. Da sempre l’uomo ha cercato di piegare la natura ai suoi fini, spesso, purtroppo, violentandola. Con questa operazione l’approccio progettuale però è stato esattamente il contrario. Prima l’ambiente. Ed in questo caso si tratta di una doppia sfida in quanto si parla di ambiente terreste, ma soprattutto di quello marino”. Per saperne di più vi invitiamo a leggere il nostro reportage realizzato nel numero estivo di QE-MAGAZINE (qui il rinvio a pagina 26)

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