I rilevatori di velocità in Francia

 

Siamo tutti concordi sul tema della prevenzione, soprattutto quando riguarda la sicurezza stradale. Ma tra prevenzione e fare cassa sanzionando in modo talebano chi sgarra, penso che ci sia una grande differenza.

Mi riferisco in particolare ai nuovi “radar mobile autonome” che una volta installati scattano foto e innescano la sanzione pecuniaria nei confronti di chi supera anche di un solo km/h il limite di velocità consentito di 50 km/h. Sono disseminati ovunque, in particolare sulla Moyenne Corniche all’altezza di Beausoleil e in tutto il percorso che dalla frontiera conduce in direzione Nizza. Nelle contravvenzioni contestate il margine di superamento del limite e’ di 6 km/ora, e sono sufficienti a innescare la sanzione pecuniaria di 90 Euro.

Tolleranza zero quindi nei confronti di qualsiasi utente della strada (francese o italiano) che quotidianamente percorre una delle due strade che portano da e verso il Principato migliaia di lavoratori frontalieri, perennemente in lotta con il traffico, l’orologio e la situazione parcheggi della ridente provincia della Côte d’Azur.

Anni fa, quando prima di trasferirmi in Francia ero un cosiddetto “lavoratore frontaliero”, mentre raggiungevo l’ufficio in sella alla mia amata Yamaha R6, mi lasciai in effetti prendere dalla “sindrome da piega”. Affrontai quindi una delle curve della suddetta Moyenne Corniche in modo decisamente allegro e soprattutto a una velocità ampiamente superiore a quella consentita. Subito dopo una pattuglia della polizia che stazionava con un radar rilevatore mi fermo’ per la contestazione immediata. Naturalmente ero mortificato e terrorizzato all’idea della sanzione e dell’eventuale decurtazione di punti dalla patente.

Invece con mia grandissima sorpresa, l’agente mi disse: “Questa volta non le facciamo la sanzione, ma sappia che spesso siamo qui a fare controlli. Questo e’ un atto di prevenzione e tenga sempre presente che deve viaggiare a una velocità adeguata ai limiti. Grazie e buon lavoro”.

Da quel giorno per una sorta di riflesso pavloviano ogni volta che percorro quella strada alzo il piede dall’acceleratore o rilascio la manetta del gas se sono in moto, e percorro quel tratto di strada a codice. Quell’episodio mi insegno’ molto perché fu un concreto esempio di prevenzione molto efficace e mi fece riflettere su una delle grandi differenze (di allora) tra Italia e Francia. Loro usavano la prevenzione ed erano di fatto al servizio dei cittadini, mentre da noi semplicemente affibbiavano multe applicando il codice pedestremente.

Ora la Francia fa un passo indietro e, anche se in effetti non c’e’ stato in questi anni un sensibile aumento di incidenti nella zona, ha deciso di adottare the “Italian way” ovvero: bastonare senza pietà chiunque superi il limite anche di pochi chilometri all’ora.

Perche’ i radar autonomi vengono percepiti come una repressione e non come una prevenzione?

Semplice: intanto non c’e’ interfaccia umana, non c’e’ un professionale e austero flick a contestare la multa, in secondo luogo si tratta pur sempre di una macchina che effettua una semplice operazione quale scattare una foto se viene superato anche di un solo chilometro/ora il limite. E in questo caso la voglia di ingannare la macchina e’ più’ forte della volontà di rispettare il limite. Non a caso tutte queste stazioni mobili sono quotidianamente bersaglio di tentativi di manomissione a suon di bombolette di vernice, pietre o altri rudimentali mezzi da strada. Puntualmente vengono aggiustate e più’ spesso spostate cento metri prima o dopo, in modo da rendere letale il loro effetto anche nei confronti di chi ormai ha capito il punto in cui si trovano. Soldi, cassa facile per un già ricco comune che con il pretesto della sicurezza stradale sanziona anche spregiudicati ottuagenari che, cappello in testa, percorrono questa strade con la loro Panda vintage alla pericolosissima velocità di 54 km/h..

C’e’ un ulteriore problema legato alla circolazione obbligata al di sotto dei 50 km/h.

In queste aree l’eta’ media dei guidatori e’ elevatissima e già in condizioni normali i tempi di percorrenza sono lunghissimi, sia per una generale scarsa dimestichezza con i mezzi a motore, sia per le strade che sono strettissime, piene di curve e di buche. Con l’applicazione della “tolleranza zero” la situazione del traffico e’ diventata drammatica. Ieri ho fatto un test e per andare da Monaco a Mentone in orario non di punta ho rilevato una media di 15 km/h e per fare 8,6 kilometri ho impiegato qualcosa come 45 minuti, tra code, attese, autovelox e altro.

Insostenibile, repressivo e soprattutto estremamente frustrante. Nessuno dice di trasformare queste strade in una prova speciale da rally, ma per lo meno di aumentare la forbice di tolleranza in merito al limite di velocità’, soprattutto nei soli punti in cui lo scorrimento e’ agevole e non si viene sorpassati anche dalle signore a piedi recanti i sacchi della spesa..

C’e’ un altro problema legato alle velocità’ estremamente basse: il rischio e’ quello di addormentarsi alla guida o di avere il tempo di fare altro, tipo scrivere al telefono, pispolare con la radio, riordinare il cassetto portaoggetti, spalmarsi una crema per il viso e fare manicure..

Scommettiamo che aumentano i tamponamenti a basse velocità’ ?

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